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martedì, 28 marzo 2017

Pubblicato: 14/05/2008

Etna, lava nella valle del Bove

Frattura a 2.800 metri, al suo interno tre bocche di magma: la colata si è divisa in due bracci. Fortemente ridotti i fenomeni sismici

CATANIA - Notte tranquilla sull'Etna con l'eruzione che continua ma con il sistema che, dopo la fase effusiva, sembra, al momento, avere trovato un suo equilibrio. La colata che emerge da una frattura lunga circa un chilometro, che si è aperta a quota 2.800 metri nella Valle del leone, sotto il cratere di Sud-est.

Al suo interno si sono create diverse 'bocche' del tipo a 'bottoniera', da tre delle quali è presente effusione lavica e stromboliana.

La colata lavica nella zona più a valle si divide in due bracci, espandendosi nella desertica valle del Bove senza costituire un pericolo per i centri abitati. Dalle bocche della zona sommitale si registra una forte emissione di gas bianco, con una colonna che si alza di oltre un chilometro dal punto più alto dell'Etna. E' assente l'emissione di cenere ma continua l'attività esplosiva.

Si sono fortemente ridotti i fenomeni sismici, con una sola scossa di terremoto di bassa energia registrata la notte scorsa nelle zone sommitali, e sono nettamente diminuiti anche i valori dei tremori registrati nei condotti interni del vulcano dall'Ingv di Catania, che sono quasi rientrati nella norma.

I dati emergono da un sopralluogo sull'Etna compiuto da esperti del dipartimento nazionale della Protezione civile, dal prof. Mauro Rosi dell'università di Pisa e da militari del soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi.




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