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martedì, 21 novembre 2017

Pubblicato: 14/05/2008

Era incinta, doveva tacere

Arrestati tre minorenni di Niscemi per l'omicidio della quattordicenne Lorena Cultraro: traditi dai telefonini, avrebbero confessato di averla attirata nel casolare e strangolata per impedirle di raccontare della gravidanza. Uno di loro, secondo la ragazza, era il padre e doveva prendersi le sue responsabilità. Agghiacciante la ricostruzione del delitto, domani l'autopsia
Niscemi

NISCEMI (CALTANISSETTA) - E' stato un omicidio premeditato, organizzato in fretta e furia dai tre minorenni arrestati stamani perché volevano far tacere la quattordicenne Lorena Cultraro.

Volevano evitare che dicesse in giro che uno di loro l'aveva messa incinta. E' quanto emerge dalla ricostruzione che hanno fatto ai magistrati i tre minorenni arrestati. I ragazzi avrebbero ammesso il coinvolgimento nel delitto.

Si tratta di tre minorenni, fermati stamani per l'omicidio della ragazza di 14 anni trovata morta ieri a Niscemi: sono stati interrogati per tutta la sera dai carabinieri e dai magistrati della procura del tribunale dei minorenni. I carabinieri del Ris, che hanno effettuato rilievi nel casolare in cui Lorena è stata uccisa, hanno individuato diverse impronte dei tre indagati.

Per loro l'accusa è di omicidio plurimo aggravato in concorso. Per gli inquirenti, gli indagati avrebbero premeditato e organizzato l'omicidio di Lorena avvenuto il 30 aprile scorso, il giorno in cui la ragazza è scomparsa e i genitori ne hanno denunciato l'allontanamento da casa.

I tre minorenni raccontano ai magistrati di aver dato appuntamento a Lorena nel pomeriggio del 30 aprile, il giorno in cui è scomparsa. La ragazza li aveva informati che poteva essere incinta, che "aveva un ritardo", e che il padre era uno di loro e per questo motivo doveva prendersi le proprie responsabilità. Ma i tre ragazzi non ne volevano sentire.

A questo punto gli indagati hanno dato appuntamento a Lorena, come spesso era avvenuto in passato. L'hanno presa a bordo di un motorino e si sono allontanati verso la periferia del paese, in aperta campagna, fino ad arrivare a un casolare abbandonato. Quello è un posto conosciuto molto bene da uno degli indagati, perché il nonno possiede un appezzamento di terreno proprio accanto al casolare in cui Lorena è stata assassinata.

La quattordicenne è stata fatta spogliare e insieme ai tre ragazzi ha iniziato a giocare. Poi uno di loro le ha stretto una corda attorno al collo, mentre gli altri due la tenevano ferma. E così è stata uccisa. Il corpo è stato trascinato per circa cinquanta metri fino ad una vasca d'irrigazione. I ragazzi hanno quindi legato un grosso masso al corpo di Lorena e l'hanno buttata in fondo alla cisterna. Prima di lasciare il posto, i minorenni hanno bruciato i vestiti della vittima e poi sono tornati a casa.

I tre erano tenuti d'occhio dai carabinieri già pochi giorni dopo la scomparsa della quattordicenne. L'esame dei tabulati telefonici, poi, ha dato ulteriori indizi contro i tre: dai looro telefonini erano partiti sms verso il cellulare dlela vittima e viceversa.

Questi particolari sono emersi in una conferenza stampa nel comando provinciale di Caltanissetta dei carabinieri. Gli investigatori non hanno parlato del movente dell'omicidio ma da indiscrezioni è emerso che la vittima aveva relazioni con tutti e tre gli indagati e che era stato il "fidanzatino", che è uno dei tre, a facilitare gli incontri con gli altri due amici.

Fin dalle prime fasi d'indagine, è stato detto, la procura dei minori di Catania era stata informata che l'inchiesta riguardava minorenni. I tre ragazzi fermati frequentano istituti superiori a Niscemi e Caltagirone e sono figli di famiglie di operai e agricoltori che non hanno mai avuto problemi con la giustizia. L'autopsia sul corpo della giovane ragazza è fisata per domani.




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