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mercoledì, 29 marzo 2017

Pubblicato: 18/09/2010

Tremila "No" alla riforma Gelmini

Palermo, delegazioni di lavoratori e precari della scuola da tutta l'Isola per partecipare alla manifestazione della Cgil. Il segretario: "Il più grande licenziamento di massa che si ricordi"

PALERMO - Sono più di tremila, secondo le stime del sindacato, i partecipanti alla manifestazione regionale promossa da Cgil e Flc contro i tagli della riforma Gelmini, in corso a Palermo davanti alla sede del Miur Sicilia.

Delegazioni di lavoratori e precari della scuola sono giunte da tutta l'isola. Partecipano alla manifestazione anche lavoratori di altri settori. In programma un incontro del sindacato col direttore scolastico regionale e un funzionario del ministero dell'istruzione. Partecipa anche l'assessore regionale all'istruzione e formazione professionale Mario Centorrino.
 
"È un momento importante - dice il segretario regionale della Flc Cgil Giusto Scozzaro - Ci sono i precari della scuola e lavoratori di tutte le categorie colpite dalla crisi dagli edili ai metalmeccanici, ma anche tanti studenti".

"Era quello che volevamo - conclude - Una manifestazione che parte dai problemi della scuola per affrontare la situazione di generale crisi del paese, aggravata dai provvedimenti del Governo che generano solo disuguaglianze".

"La situazione in cui si trova oggi la scuola ha responsabilità ben precise. Lo Stato ha sfruttato per decenni i precari per sostenere a basso costo il sistema. E ora opera il più grande licenziamento di massa che si ricordi, con grave rischio per la tenuta dell'istruzione pubblica" dice Mariella Maggio, segretario generale della Cgil Sicilia.

La Maggio giudica anche "non fondate le prospettive indicate dalla Gelmini. Come si fa - dice - a dare un orizzonte ai precari di 7 o 8 anni per la stabilizzazione? Il fatto è che si scontano le politiche sbagliate adottate per il settore, con risultati come l'avere i docenti pagati meno in tutta Europa, gli studenti meno preparati, un personale della scuola tenuto costantemente nell'incertezza. Ma il problema odiernoè che il rimedio è peggio del male: si rischia infatti di distruggere la scuola senza risolverne nessun problema".

Secondo la Maggio "saranno più gravi di quello che si pensa: il docenti e Ata continueranno a vivere una condizione di poca serenità con quello che può conseguirne vista la delicatezza delle mansioni svolte, si bloccherà la mobilità sociale perchè solo i più agiati potranno colmare con proprie risorse le lacune del sistema, si allargherà la forbice col resto del paese  venendo meno la competività dei nostri giovani sul mercato del lavoro".

"Di fronte alle tante contraddizioni di questo governo - conclude la Maggio - chiediamo che la riforma della scuola venga integralmente rivista".




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