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martedý, 30 agosto 2016

Pubblicato: 04/09/2010

Stop alla caccia al petrolio

La Regione vara un atto di indirizzo che limita le ricerche di idrocarburi in mare e nell'entroterra dell'isola. Lombardo: "Le trivellazioni sono incompatibili con il nostro paesaggio naturalistico"

PALERMO - Limitare le ricerche di idrocarburi sia nel mare che nell'entroterra siciliano. È l'atto di indirizzo varato dalla giunta regionale. La decisione arriva dopo le prese di posizione del governo regionale guidato da Raffaele Lombardo, avvenute nelle scorse settimane, "in seguito ai numerosi incidenti nelle piattaforme petrolifere in altre parti del mondo.

"Un atto teso a prevenire - afferma una nota - l'attività di trivellazione, incompatibile con l'immenso patrimonio naturalistico, marino e paesaggistico della nostra isola. Con questa decisione abbiamo detto basta alle trivellazioni nei nostri mari - dice Lombardo - Un tema nel quale occorre cura, attenzione e un rigore estremo".

"Ci sono grandi gruppi che richiedono le autorizzazioni, certo, hanno referenti, dipendenti,  uomini politici ben disposti ad ascoltarli. Ma vengono a prendere il petrolio da noi, e cosa ci danno? Due lire. Lo raffinano e a noi la benzina costa più cara che non nella Valle d'Aosta, dove costa la metà, ma anche nel Lazio o quant'altro. E noi per quattro posti di lavoro dobbiamo inghiottire veleno?".

"Ma quello che mi preoccupa però ancora di più è che non si diano autorizzazioni a perforare il mare. - afferma - E se ci sono buoni rapporti con la Libia, non servano solo per le parate militari, si facciano valere questi buoni rapporti, non tanto per dare addosso ai poveri emigrati che cercano lavoro, ma anche perchè nelle acque territoriali di quei paesi, nel mare Mediterraneo, non si perfori. Perchè se qua, in mare chiuso, succedesse un disastro come quello del golfo del Messico, il petrolio rimarrebbe ad avvelenare per milioni di anni uno dei mari più belli e la sua flora e la fauna, che per un'isola come la Sicilia è la vita".

"Niente trivellazioni quindi e un intervento forte perchè il governo  - conclude  - ottenga che il petrolio lo si vada a cercare dovunque ma non in quello che è il cosiddetto mare nostro".




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