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domenica, 19 novembre 2017

Pubblicato: 29/04/2010

Ex pugile fermato per omicidio

Cassibile: Salvatore Battaglia tradito dal Dna nelle indagini sul regolamento di conti di stampo mafioso costato la vita al postino Salvatore Giaconia

SIRACUSA - Un ex pugile di 36 anni, Salvatore Battaglia, è stato fermato da carabinieri del comando provinciale di Siracusa per omicidio. E' accusato di avere assassinato lo scorso anno a Cassibile, nell'ambito di un regolamento di conti di stampo mafioso, Salvatore Giacona, un postino di 27 anni scomparso l'1 aprile, il cui corpo parzialmente carbonizzato fu ritrovato due giorni dopo nella sua auto in contrada San Domenico.

All'individuazione di Battaglia gli investigatori sono giunti grazie al ritrovamento dell'arma del delitto, dopo le indicazioni fornite da un collaboratore di giustizia, Sebastiano Troia, fermato per concorso nell'omicidio. Secondo quanto riferito da fonti investigative, sulla pistola carabinieri del Ris hanno trovato tracce di sangue della vittima e impronte digitali e Dna di Battaglia. Le indagini dei militari dell'Arma di Siracusa sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catania.

Al centro delle indagini l'uccisione di Salvatore Giacona, scomparso da Cassibile il 1 aprile del 2009, il cui corpo parzialmente carbonizzato fu ritrovato due giorni dopo nella sua auto in contrada San Domenico. La svolta è arrivata con la collaborazione di Sebastiano Troia, avviata dopo che era stato fermato per concorso nell'omicidio. Il pentito, con le sue dichiarazioni, ha permesso ai carabinieri di potere trovare l'arma del delitto, una pistola che era stata nascosta vicino a dove era stato portata a termine quella che per gli investigatori è stata "un'esecuzione di stampo mafioso".

Sulla pistola, a seguito degli accertamenti dattiloscopici, balistici e biologici, militari del Ris di Messina hanno trovato tracce di sangue della vittima, oltre che le impronte papillari ed il Dna dell'indagato. Il fermo è stato disposto dalla Procura di Catania per il pericolo di fuga di Battaglia, che subito dopo il fermo di Troia, si era reso irreperibile per alcuni giorni.




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