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domenica, 24 settembre 2017

Pubblicato: 17/04/2010

I clan etnei si contendevano il pizzo

Catania, tre arresti per estorsione a un imprenditore edile vessato sia dai Cursoti sia dai Cappello. Il disaccordo tra le cosche sarebbe sfociato in un agguato nel 2009

CATANIA - I presunti reggenti di due cosche etnee, Giovanni Colombrita e Francesco Di Stefano, si sarebbero contesi i proventi di una estorsione ai danni di un imprenditore edile, costretto a consegnare 4.000 euro al clan del Cursoti Milanesi e 5.000 'una tantum' al clan Cappello.

Il "disaccordo" sfociò in un agguato nel quale fu ferito Orazio Pardo, ritenuto esponente di spicco del clan Cappello, poi arrestato nell'operazione "Revenge" nel 2009. È quanto emerso da una indagine coordinata dalla Dda etnea e condotta dalla Squadra Mobile, sfociata oggi in un'ordinanza di custodia cautelare eseguita nei confronti di Francesco Di Stefano, di 37 anni, sorvegliato speciale, Giovanni Colombrita, di 52, attualmente detenuto col regime del 41 bis, e Salvatore Liotta, di 49, ritenuto organico alla cosca Cappello-Bonaccorsi.

Di Stefano è accusato di associazione di tipo mafioso con l'aggravante di aver promosso e diretto l'organizzazione dei Cursoti Milanesi e di estorsione aggravata ai danni dell'imprenditore. Colombrita è accusato di estorsione aggravata ai danni dello stesso imprenditore. Liotta deve rispondere di associazione mafiosa.




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