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venerdì, 24 marzo 2017

Pubblicato: 23/02/2010

"Termini, allarme mafia"

Schifani chiede l'impegno di istituzioni e imprese per salvaguardare la fabbrica siciliana: "Si rischia di dare spazio alla criminalità organizzata". Intanto anche per i colletti bianchi di Mirafiori turni ridotti e cassa integrazione

ROMA - "A Termini Imerese deve esserci l'impegno di tutti, istituzioni, imprenditori e società civile per mantenere i posti di lavoro". Il presidente Renato Schifani intervenendo ad un convegno sulla responsabilità sociale d'impresa e lancia l'allarme.

"Senza un lavoro regolare - ha sottolineato il presidente del Senato - si rischia di dare alle famiglie il pane avvelenato di un lavoro nero, nascosto, invisibile, dove l'abuso fa premio sul diritto, il guadagno sulla giustizia, l'egoismo sulla solidarietà".

"Si rischia di dare spazio - ha proseguito Schifani - alla criminalità organizzata che da sempre tenta di occupare ambiti che lo stato lascia vuoti o non adeguatamente sorvegliati. Il successo di una attività non può essere basato solo sul raggiungimento di obiettivi, pure necessari, quali l'abbattimento dei costi, se questo risultato fosse la mera conseguenza della chiusura di stabilimenti o di licenziamenti. Il vero successo di una attività - ha concluso Schifani - è il giusto equilibrio tra le ragioni del profitto e le ragioni della salvaguardia dei livelli occupazionali".

Intanto anche per i colletti bianchi della Fiat scatta la cassa integrazione. Il provvedimento interesserà i dipendenti degli Enti Centrali di Mirafiori dell'Auto, della Powertrain e degli Acquisti, prevalentemente impiegati, dal 22 al 28 marzo e dal 6 all'11 aprile (lunedì 5 è Pasquetta). La prima settimana andranno in cassa integrazione 1.200 lavoratori dell'Auto che nella seconda settimana saliranno a 2.400, quasi il 50% del totale degli interessati. Il provvedimento riguarda anche 400 dipendenti della Powertrain di Mirafiori e Torino Stura, che salgono a 800 nella settimana di aprile e gli Acquisti (100 lavoratori la prima settimana, 400 la seconda).

"Temiamo che anche per i colletti bianchi - commenta il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo - questo sia solo l'inizio. La Fiat continua ad adeguarsi al mercato con il ricorso alla cassa integrazione, i lavoratori rischiano di essere lasciati soli nella crisi. L'azienda guarda più fuori Italia che in Italia".

"È una storia - osserva Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic - che si ripete. Si ferma sempre più spesso la testa della Fiat rappresentata dagli enti centrali di Torino. È la conferma che la testa pensante si sta spostando sempre più verso l'estero".

"Temiamo che anche per i colletti bianchi - commenta il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo - questo sia solo l'inizio. La Fiat continua ad adeguarsi al mercato con il ricorso alla cassa integrazione, i lavoratori rischiano di essere lasciati soli nella crisi. L'azienda guarda più fuori Italia che in Italia".

"È una storia - osserva Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic - che si ripete. Si ferma sempre più spesso la testa della Fiat rappresentata dagli enti centrali di Torino. È la conferma che la testa pensante si sta spostando sempre più verso l'estero".




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