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sabato, 21 ottobre 2017

Inneggiò a indagati per mafia
squalificato il capitano del Mazara

Francesco Erbini non potrà scendere in campo nè frequentare gli stadi per dieci mesi. La condanna della Lega calcio dopo che il calciatore mostrò una maglia con un messaggio di solidarietà per due persone arrestate dalla Dda

TRAPANI - Il capitano del Mazara calcio, Francesco Erbini, si è visto infliggere dal Giudice sportivo del Comitato siculo della Lega calcio una squalifica di 10 mesi e la sanzione accessoria del divieto di frequentare gli stadi (per la stessa durata), dopo avere inneggiato platealmente a 2 indagati per mafia durante una partita. I fatti risalgono allo scorso campionato, quando il Mazara (oggi in Serie D), militava in Eccellenza.

Erbini, dopo avere realizzato un gol nel corso della partita Mazara-Marsala del 22 marzo 2009, aveva sollevato la maglietta di gioco, mostrando una sottostante maglietta bianca con la scritta "Nino e Vito, vi aspettiamo". La scritta, secondo quanto evidenziato dalla questura di Trapani, era un messaggio di solidarietà all'ex dirigente della squadra Vito Martino ed al suocero di quest'ultimo, Antonino Cuttone, entrambi arrestati una settimana prima nell'ambito dell'operazione antimafia denominata "Eolo" e diretta dalla Dda di Palermo.

Sentito dalla procura federale, Erbini aveva giustificato il proprio gesto, dicendo che si trattava "di un'attestazione di affetto". Contestualmente al Mazara calcio, per responsabilità oggettiva, è stata inflitta un'ammenda di 7.500 euro. Erbini, nella sua carriera di bomber, vanta anche un passato nel Palermo, all'epoca della militanza in C/2 della squadra rosanero, verso la fine degli anni '90.




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