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lunedì, 29 maggio 2017

Pubblicato: 24/11/2009

Caso Denise, udienza rinviata

Il gup ha spostato l'incontro al 18 dicembre, la difesa di Jessica Pulizzi chiede la competenza del tribunale dei minori. La ragazza indagata non era presente in aula perché intimorita dal "massacro mediatico". Mamma Piera delusa: "La sua assenza dimostra ciò che ho sempre pensato"

MARSALA (TRAPANI) - Il Gup Lucia Fontana si è riservata di decidere sull'istanza presentata dall'avvocato Gioacchino Sbacchi, difensore di Jessica Pulizzi, rinviando l'udienza preliminare per il sequestro della piccola Denise Pipitone al 18 dicembre prossimo. Il legale dell'indagata, che deve rispondere di sequestro di persona, ha infatti sostenuto la competenza del tribunale dei minori, in quanto la ragazza all'epoca dei fatti era minorenne.

Il Gup, in attesa della decisione sull'istanza presentata dalla difesa, non ha ammesso la costituzione di parte civile dei genitori di Denise, Piera Maggio e Tony Pipitone, e del padre naturale della bimba, Piero Pulizzi. Jessica non era presente in aula.

L'AGONIA DI PIERO PULIZZI. "Aspettavo di vederla per conoscere la verità, tutta la verità - ha commentato il padre prima di varcare la soglia del tribunale -. Speravo di incontrarli qui ma a quanto pare non verranno. Dio comunque vede e provvede". All'uscita ha aggiunto: "Con questo rinvio di un mese è come se ci infliggessero una lenta agonia che ci fa morire giorno dopo giorno".

LA DELUSIONE DI PIERA MAGGIO. "Mi aspettavo di più, anche se questo è solo un inizio: cinque anni sono lunghi. Ora confido in un processo in tempi brevi".

E sull'assenza di Jessica Pulizzi in aula ha aggiunto: "Se l'indagata non è presente, dimostra quello che ha dimostrato in questi cinque anni: l'innocenza si rivendica rispondendo e portando le prove. A me quello che interessa è riabbracciare mia figlia e avere una giustizia giusta. I bambini - ha concluso - non si trattano in questo modo subdolo e vigliacco".

"Non è nascondendosi che si dimostra la propria innocenza. D'altronde tra Jessica Pulizzi e Denise c'è un legame importante...". Piera Maggio ha poi rivelato che l'indagata ha fatto pervenire al giudice una lettera, che è stata letta in aula, nella quale giustifica la sua assenza sostenendo che è dovuta alla "pressione mediatica" sollevata dalla vicenda".

"Se voleva evitare questa pressione - ha replicato Pietra Maggio - perchè non collaborava e diceva la verità. Avvalendosi della facoltà di non rispondere non si fanno gli interessi di Denise. È mia figlia l'unica vera vittima di questa vicenda".

LA DIFESA: "PER JESSICA UN MASSACRO MEDIATICO". Ho sollevato la questione della competenza perchè la mia assistita era minorenne all'epoca in cui le è stato contestato il reato per il quale è indagata". L'avvocato Gioacchino Sbacchi, che insieme al collega Fabrizio Torre difende Jessica Pulizzi, è uno dei penalisti più noti del Foro di Palermo, è stato anche difensore di Giulio Andreotti nel processo nei confronti dell'ex presidente del Consiglio.

"La questione - ha spiegato il legale di Jessica - è complessa: il reato è a consumazione anticipata con effetti permanenti e si consuma nel momento, cui secondo l'accusa, si è sequestrata la bambina e questa è stata consegnata a terzi. Il perdurare dello stato di sequestro, pertanto, non incide sulla competenza del tribunale dei minorenni di Palermo". Circa la mancata presenza dell'indagata all'udienza di oggi, l'avvocato Sbacchi ha spiegato che è stata motivata con una lettera presentata al giudice in cui Jessica Pulizzi afferma di aver subito negli anni un "massacro mediatico". "La mia assistita - ha puntualizzato il legale - ha dichiarato di essere innocente ed ha aggiunto che avrebbe voluto presentarsi, ma l'aggressione continua dei mass media l'ha dissuasa".




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