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martedý, 23 maggio 2017

Pubblicato: 30/10/2009

Gli Usa ricordano Falcone

Durante la cerimonia davanti alla Corte suprema di Washington sono state sottolineate le innovazioni portate dal giudice nella lotta al crimine organizzato: dall'uso di moderni metodi di indagine alla cooperazione internazionale

WASHINGTON - "Giovanni Falcone è stato un martire della causa della giustizia": così il giudice della Corte suprema Usa Antonino Scalia ha ricordato oggi a Washington il giudice italiano ucciso nel 1992 in una cerimonia nella sede del massimo organo giudiziario statunitense. Cerimonia che ha visto la partecipazione di altre due giudici della Corte Suprema (il Chief Justice John Roberts e Samuel Alito), del ministro per la sicurezza interna Janet Napolitano, dei numeri due del ministero della giustizia e dell'Fbi.

Dall'Italia erano giunti per l'occasione il sottosegretario agli esteri Enzo Scotti e Claudio Martelli, rispettivamente ministri degli interni e e della giustizia all'epoca della morte di Falcone e del suo collega Paolo Borsellino.

In quasi tutti gli interventi sono state sottolineate le innovazioni portate da Falcone nella lotta al crimine organizzato: l'uso di moderni metodi di indagine (come l'attenzione particolare dedicata alla "pista del denaro") e la stretta cooperazione internazionale con le altre agenzie (specie Usa) impegnate nella lotta alla mafia.

La ministra Napolitano ha osservato che il 'modello Falcone' è ancora usato oggi negli Usa per combattere, ad esempio, la criminalità organizzata in Messico. Gli agenti Usa studiano le tecniche innovativa lanciate da Falcone.

Il Chief Justice, John Roberts, ha detto che "l'esempio coraggioso di Falcone" è ancora con tutti noi. Il numero uno della Corte Suprema ha detto che Falcone era l'incarnazione della massima che "per essere liberi bisogna essere coraggiosi". Il giudice Samuel Alito ha definito Falcone "un grande uomo, un giudice coraggioso: la sua eredità vivrà per sempre". Il giudice Antonino Scalia, uno dei promotori dell'evento, ha detto che Falcone è stato "un martire alla causa della giustizia". "La sua uccisione provocò un tale orrore in Italia da infondere nuova vita alla lotta alla mafia", ha ricordato.

Il sottosegretario Scotti ha accomunato al tributo a Falcone anche a quello al giudice Borsellino "due patrioti uccisi per difendere la legalità e la democrazia del nostro Paese". Scotti ha ricordato i numerosi progressi fatti in quel periodo nella lotta alla mafia e la sua offerta a Borsellino (dopo l'uccisione di Falcone) di ricoprire l'incarico di procuratore generale antimafia. Borsellino rispose con una "lettera straordinaria" in cui affermava che "le affettuose insistenze del mio ufficio mi inducono a continuare a Palermo la mia opera appena iniziata in procura della Repubblica, che è sicuramente quella più direttamente e aspramente impegnata nelle indagini sulla criminalità mafiosa", ha detto Scotti.

Martelli ha messo in evidenza l'abilità di Falcone di imparare "anche dai nemici" le strategie migliori per la lotta alla mafia. L'ambasciatore d'Italia a Washington, Giulio Terzi, ha sottolineato le più importanti innovazioni introdotte da Falcone nella lotta al crimine organizzato (compreso l'uso dei pentiti). Durante il commosso tributo nella sede della Corte Suprema Usa, coordinato dall'attachè per la giustizia, Giannicola Sinisi, è stato proiettato anche un video sulla vita di Falcone.




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