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martedì, 30 maggio 2017

Pubblicato: 26/02/2008

Sanità, Sicilia maglia nera

Il servizio nazionale mostra un disavanzo strutturale complessivo pari a 43 euro a persona: la situazione nell'Isola (141 euro) è la peggiore in Italia dopo quella del Lazio (159)

ROMA - La sanità italiana appare sempre più frammentata, anche a livello economico. Complessivamente il Ssn mostra un disavanzo strutturale complessivo pari a 43 euro a persona, ovvero quasi 2,5 miliardi di euro totali, non equamente distribuito.

Si possono trovare infatti regioni virtuose al nord e al sud, che si sono rimboccate le maniche per recuperare il disavanzo, come la Provincia Autonoma di Bolzano e il Molise, e quelle, quali Lazio e Sicilia, che meritano la maglia nera, dove gli incrementi del disavanzo tra il 2003 e il 2006 sono stati rispettivamente di 159 e 141 euro. A rilevarlo è il V Rapporto Osservasalute, presentato questa mattina all'università Cattolica.

Il fatto però che alcune regioni del sud siano in avanzo non deve ingannare. Confrontando il dato con la spesa pro-capite della Calabria, in avanzo, Basilicata e in parte per le Marche,si può scoprire che in realtà si tratta di indici di 'sottospesa', a svantaggio dei cittadini. Tuttavia non mancano le regioni in difficoltà che hanno ottenuto buoni risultati in termini di rientro da situazioni spesso disastrose, come Bolzano e il Molise. E nemmeno le regioni che hanno visto continuare a salire il loro disavanzo, nonostante i piani di rientro, come Lazio e Sicilia.

Lo squilibrio macroeconomico dipende, secondo l'indagine, da squilibri strutturali presenti sia nelle asl che nelle aziende ospedaliere (ao). Solo nelle Regioni a Statuto speciale (tranne la Sardegna) il dato medio è stato positivo nel 2005 e in alcuni anni precedenti. Tra le Regioni a statuto ordinario invece, solo la Lombardia mostra una situazione di pareggio per asl e ao. Nel Lazio nel 2005 la perdita delle asl è stata in media di oltre 160 milioni di euro, il risultato peggiore a livello nazionale.





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