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giovedý, 23 novembre 2017

Pubblicato: 13/04/2009

Abruzzo, pure il maltempo

Freddo e pioggia aumentano l'emergenza nelle tendopoli, a una settimana esatta dal terremoto in cui hanno perso la vita 294 persone

L'AQUILA - Il maltempo aumenta l'emergenza nelle tendopoli nelle quali sono rifugiati i terremotati  all'Aquila e nel suo circondario. Da questa mattina un forte vento, con pioggia a tratti, sta interessando gran parte dell'area disastrata. Per questo motivo, il Dipartimento della Protezione civile ha accelerato i tempi per l'arrivo a L'Aquila di ulteriori stufe e coperte per far fronte al maltempo.

La situazione meteo è piuttosto dura: su diverse zone della provincia di L'Aquila piove e le temperature sono scese in modo consistente. Si procederà quindi alla distribuzione di stufe e coperte innanzitutto nei comuni montani, quelli dove la  situazione è più difficile.

Si sta anche provvedendo a portare della ghiaia nei campi in modo da limitare i problemi creati dalla pioggia e dal fango. E infine verranno anche sostituite  quelle tende più vecchie che in due campi hanno avuto problemi di infiltrazione d'acqua.

Passata una settimana. E' trascorsa la settimana più dolorosa della storia recente abruzzese. L'Aquila ha cambiato volto per sempre e 294 tra uomini donne e bambini hanno smesso di vivere in venti secondi. La scossa di terremoto ha colpito alle 3.32 in punto: un boato violentissimo che ha sbriciolato decine di edifici all'Aquila, ma anche in provincia. Onna è stata completamente distrutta, decine di case sono crollate a Paganica, San Demetrio, Fossa.

In briciole anche gli edifici pubblici: la Prefettura, la chiesa delle Anime Sante, mentre l'ospedale civile ha riportato solo lesioni ma sarà evacuato. Viene giù anche la Casa dello Studente così come anche altre abitazioni del centro storico dell'Aquila dove vivevano decine di ragazzi.

I sismografi registrano un sisma di magnitudo 5.8 seguito da un'infinità di repliche ed una settimana dopo avranno superato le 900. All'alba il disastro è sotto gli occhi di tutti e si scava a mani nude per estrarre morti e feriti dalle macerie.

La macchina dei soccorsi si mette in moto subito e già alle 10 del mattino migliaia di uomini e donne provenienti da tutta Italia sono al lavoro sui luoghi del disastro. Ma i numeri di questa tragedia restano comunque impressionanti: 294 morti, 1.500 feriti, 55mila sfollati.




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