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mercoledì, 23 agosto 2017

Pubblicato: 08/02/2008

Cdl spaccata alla Regione

Il centrodestra siciliano non raggiunge l'accordo per una candidatura unitaria: dal patto Udc-Mpa uscirà fuori un nome tra Saverio Romano e Raffaele Lombardo. Forza Italia scende in campo con Gianfranco Miccichè scatenando le ire di Totò Cuffaro, An indica Pippo Scalia

PALERMO - La riunione dei vertici della Cdl siciliana e del Movimento per l'autonomia si è conclusa con una fumata nera. Non è stato raggiunto ancora l'accordo per una candidatura unitaria.

A conclusione del vertice il senatore Giovanni Pistorio (Mpa) ha annunciato "un patto tra l'Mpa e l'Udc in Sicilia", dopo avere formalizzato la candidatura a presidente della Regione del leader del Movimento per l'Autonomia Raffaele Lombardo.

"Al fine di avviare una stagione autonomistica nel segno della valorizzazione dello Statuto Siciliano anche in rapporto allo Stato centrale - afferma Pistorio in una nota - ho evidenziato come alla luce degli ultimi avvenimenti si renda ancora più necessaria e proficua la collaborazione tra l'Udc e il Mpa dell'isola, coerentemente al percorso comune avviato dalle due forze politiche nei mesi scorsi".

"Nella casa delle libertà in Sicilia non c'è sintonia - ha aggiunto Pistorio - e qualcuno soffre di sindrome di onnipotenza". Il senatore ha assicurato che tra Lombardo e Romano "alla fine uscirà soltanto un nome e speriamo che gli alleati vogliano convergere sulla nostra scelta". Per Pistorio, infine, è "possibile che la Cdl presenti più candidati a governatore". Anche Alleanza Nazionale, infatti, ha espresso la volontà di candidare un suo uomo al vertice, si fa il nome di Pippo Scalia, così come ha confermato il segretario regionale dell'Udc, Saverio Romano al termine del vertice.

 

Ieri sera, a conferma di quanto detto dal senatore Mpa Pistorio, il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè (Fi) ha annunciato di essere "già in campagna elettorale" dopo avere parlato con Silvio Berlusconi. Una scelta, quella di Miccichè, ribadita dal coordinatore regionale Angelino Alfano, il cui nome era circolato come possibile candidato. Oggi, invece, si è aperta una polemica all'interno degli stessi azzurri siciliani: il senatore Antonio D'Alì ha detto che anche lui si candida alla presidenza della Regione e chiede le primarie in Forza Italia.

 

Sull'ipotesi Miccichè, è intervenuto duramente il governatore dimissionari Totò Cuffaro. "Farò di tutto per impedire l'elezione di Gianfranco Miccichè a presidente della Regione siciliana. Quando mi ha chiesto di dimettermi perchè altrimenti avrei danneggiato l'immagine della Sicilia l'ho fatto. Adesso, proprio perchè amo quest'isola, faro di tutto per impedire che lui possa danneggiare la Sicilia con la sua elezione".

 

"Non posso impedire che si candidi - continua l'ex presidente della Regione - ma qualora questo accadesse non mi risparmierò per impedire che sia eletto". Infine, però, ha lasciato aperto qualche spiraglio: "Udc ed Mpa avranno un proprio candidato. Se l'intera coalizione ne trova uno che sia condiviso da tutti, siamo disposti a trattare. Ovviamente il nostro candidato rientra in questa trattativa".

Toni intollerabili per il segretario regionale di FI, Angelino Alfano."I toni usati da Cuffaro sembrano più il frutto di una contrapposizione personale che politica. Miccichè è un dirigente di partito, che ha ricoperto il ruolo di ministro, ha diretto Forza Italia in Sicilia e ha garantito la coesione politica della Casa delle Libertà. Ha tutte le qualità e i requisiti politici per candidarsi alla guida della Regione ed essere sostenuto. Voglio assicurare al segretario regionale dell'Udc Saverio Romano - aggiunge Alfano - che Forza Italia non cambierà assolutamente candidato: il candidato è e resta Gianfranco Miccichè".






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