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venerdì, 24 novembre 2017

L'ipotesi del voto disgiunto - di Luca Ciliberti

Dalle "possibili convergenze" tra Fava e Cancelleri ai nervosismi degli impresentabili contro Musumeci

La legge elettorale siciliana consente il voto disgiunto: l’elettore se vorrà, potrà scegliere di votare il deputato di una coalizione in base alle liste provinciali di appartenenza e allo stesso tempo indicare il nome del candidato presidente che preferisce.

Una ipotesi, questa, che seppur non coerente, nelle ultime settimane mette in agitazione i principali partiti delle coalizioni in campo. La strada del voto disgiunto sembrerebbe percorribile per alcune formazioni del centrosinistra che subodorando le difficoltà del candidato Micari e potrebbero indirizzare il proprio voto verso i grillini, per non fare vincere il centrodestra, o, al contrario, verso Musumeci per evitare una presidenza del M5s.

Fava ha parlato di possibili convergenze con Cancelleri subito dopo il voto, se le liste supereranno lo sbarramento del 5%. “Sono più i punti che ci uniscono che quelli che ci dividono” dice l’esponente delle sinistre. La stessa cosa l’aveva detta anche Micari senza essere tenuto in considerazione. Nel Pd i pompieri sono già in campo e si spera che l’effetto trascinamento delle liste possa favorire il rettore nella corsa alla presidenza.

Al contrario, poi, quegli impresentabili che il leader di Diventerà Bellissima ha accettato in coalizione a denti stretti potrebbero voltargli le spalle, nonostante il profumo di vittoria. Singolarmente e trasversalmente, infine, soprattutto tra qualche vecchio e navigato politico, c’è a chi non dispiacerebbe il cosiddetto effetto Roma con la Raggi in Sicilia: tra tutti, infatti, c’è la piena convinzione che senza maggioranza e con una macchina come la Regione difficile da gestire per chiunque, governare non sarà facile e le insidie saranno ad ogni angolo.




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