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giovedý, 23 novembre 2017

Pubblicato: 17/10/2017

Rubavano mezzi dai cantieri, 9 arresti

Blitz "Triade" tra Catania, Messina e Agrigento: furti alle imprese siciliane per un danno da mezzo milione di euro. VIDEO

PALERMO - I carabinieri hanno arrestato Giovanni Messina, 43 anni, Sebastiano Pirrello, 51 anni Cristian Foti, 30 anni, originario della provincia di Messina, Salvatore Litrico 53 anni (detenuto nel carcere di Ragusa), e Sebastiano Busacca, 20 anni (detenuto nell'istituto penale per i minorenni di Catania), Luca Coniglio, 38 anni, di Canicattì e Carmelo Gambacorta, 64 anni, di Camastra, Aldo Scauzzo Taragnino, 43 anni, di Capizzi (Me) e, infine, di Stefano Breci, 36 anni, residente ad Augusta (Sr) su ordine del gip del tribunale di Termini Imerese accusati di furto aggravato in concorso, ricettazione e riciclaggio, commessi in diverse località della Sicilia a partire dal 2015.

L'indagine è partita da una serie di furti di mezzi pesanti, autocarri e veicoli da cantiere, in depositi e magazzini edili lungo la fascia costiera tra i Comuni di Cefalù e Campofelice di Roccella. Messina, Breci, Pirello, Foti, Busacca e Scauzzo Taragnino avevano il compito di individuare gli obiettivi da colpire. I colpi erano messi a segno da Litrico e Coniglio. Carmelo Gambacorta si occupava dell'attività di riciclaggio. Sono dieci i furti alle società per un danno di mezzo milione di euro.

L'operazione ha consentito di recuperato mezzi per 300 mila euro. "Frutto di una quotidiana ed efficace sinergia tra l'Arma dei carabinieri e l'autorità giudiziaria, l'operazione di stamane ha messo la parola fine a un'organizzazione criminale, specializzata nei furti dei mezzi d'opera e alla loro successiva ricettazione che imperversava su tutto il territorio della Regione, interessando in particolare il capoluogo siciliano e i cui componenti provengono dalle tre province di Catania, Messina e Agrigento", ha detto il comandante provinciale dei carabinieri Antonio Di Stasio.

"Le modalità e la capillarità dei luoghi in cui si sono sviluppate le indagini - ha aggiunto - dimostrano, ancora una volta, come le stazioni dell'Arma si identifichino, non solo nella 'casa del Carabiniere', ma soprattutto nel luogo dove chiunque può recarsi per ricevere aiuto e sostegno''.




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