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giovedì, 23 novembre 2017

Sequestrate due imprese ai figli
di un fedelissimo di Provenzano

Giuseppe e Stefano Impastato di Cinisi avrebbero cercato di eludere le misure di prevenzione

PALERMO - La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo ha sequestrato le società Unicem srl con sede a Montelepre e la Adelkan srl di Alcamo di Giuseppe e Stefano Impastato, figli dell'imprenditore Andrea a cui erano state sequestrate le imprese di Cinisi e Carini. Andrea Impastato, originario di Cinisi, lo scorso mese di giugno ha finito di scontare una condanna per mafia e un periodo di libertà vigilata.

Era finito in manette perché ritenuto uomo di fiducia di Bernardo Provenzano; nel 2008 era scattato il sequestro del suo patrimonio. Dalle indagini della Questura di Palermo sarebbe emerso che nel 2014, e cioè successivamente al primo sequestro, i figli di Impastato, che operava nel settore della vendita di calcestruzzo, avevano costituto una nuova società, la Unicem srl.

Stesso settore (vendita di materia edile), stessa sede, stessa compagine sociale e stesso depositario delle scritture contabili. Per gli inquirenti, non si tratta di coincidenze, ma un modo per eludere le misure di prevenzione. Da qui la richiesta della Procura di estendere il sequestro anche alla Unicem e alla Adelkan srl di Alcamo. Entrambe le richieste sono state ora accolte dal Tribunale per le misure di prevenzione.

Il valore del sequestro delle imprese di Impastato è di un milione e mezzo di euro. Andrea Impastato è figlio di Giacomo detto "u sinnacheddu", esponente della famiglia mafiosa di Cinisi, in costante relazione con i Badalamenti, e fratello di Luigi, ucciso a colpi d'arma da fuoco, in un agguato di mafia il 22 settembre 1981 a Palermo.

Andrea Impastato a ottobre 2002, è stato arrestato dopo le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Palermo con le quali erano stati scoperti i fiancheggiatori di Bernardo Provenzano.

Nel corso dell'operazione venne arrestato Giuseppe Lipari il geometra che curava gli affari del boss corleonese. In casa di Lipari fu trovato e sequestrato un archivio informatico con la fitta rete di favoreggiatori che avevano agevolato la latitanza di Provenzano, tra questi Andrea Impastato che è stato poi condannato a 4 anni di reclusione per mafia.




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