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lunedì, 23 ottobre 2017

Pubblicato: 12/10/2017

Le belle statuine dell'antimafia

L.Cil. / 
Verso le regionali. Tutti gli schieramenti in campo tentano di colpire l'opinione pubblica coinvolgendo figure simbolo della lotta alla mafia

Sono finiti i tempi in cui per fare politica servivano consensi, onestà e certamente capacità analitica e di confronto. Cultura, curriculum, meritocrazia e conoscenza delle materie trattate, poi, sono un optional ormai da anni. E ci chiediamo perché?

Tutti i candidati alla presidenza di tutti gli schieramenti politici, nessuno escluso, tendono ad avere la convinzione di colpire l’opinione pubblica utilizzando o, per essere più precisi, strumentalizzando le statuine dell’antimafia, mettendo in vetrina i loro cognomi a prescindere dal loro percorso di vita.

E’ importante. Perché sulla questione della mafia e dell’antimafia ci si sta avvitando pericolosamente da anni. Ogni tanto sembra di assistere a una gara al rilancio, a chi trova il miglior nome nuovo, specchiato e spendibile in tutte le competizioni politiche.

Essere antimafia, però, è e deve essere una regola valida per tutti i cittadini, non solo in Sicilia. La mafia non può essere né tollerata né giustificata. Ecco perché ostentare tra gli assessori designati e tra i candidati icone antimafia riconoscibili per il cognome significa ridurre una lotta di cultura, di legalità ed educazione a sterile propaganda politica.

Il pericolo reale alla fine qual è? Che le icone antimafia si trasformino in paravento dietro i quali ripararsi nelle difficoltà, quando la questione morale incalza la politica.

Aproposito di presidenti con il bollino di legalità. Tra oggi e domani i Tar di Catania e Palermo decideranno se riammettere la lista Micari con Crocetta capolista a Messina. Tra l’entourage del governatore sono fiduciosi. “In ballo – dice Crocetta – ci sono 20 mila voti utili a raggiungere la soglia del 5% regionale”. Tradotto significa: scatta il seggio e ricompare il Megafono in prospettiva politiche nazionali.

Entro domani, il governatore nominerà i nuovi commissari per le città metropolitane, che di fatto faranno decadere Bianco e Orlando da sindaci metropolitani. La correlazione tra i due eventi, apparentemente distanti tra loro, lascia qualche sospetto, politico s’intende.

Twitter: @LucaCiliberti
Luca Ciliberti





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