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domenica, 19 novembre 2017

Pubblicato: 07/10/2017

Fondi Ue, Sicilia sprecona

I dati da Bruxelles: nel periodo 2007-2013 l'Isola ha perso quasi 117 milioni, il 73% del totale delle risorse del Por

BRUXELLES - L'Italia ha perso quasi 160 milioni di euro di Fondi europei per lo sviluppo regionale (Fesr) nel periodo 2007-2013, ma è riuscita a spenderne 34,4 miliardi. E' quanto emerge dai conteggi definitivi Ue.

Cinque su 28 i programmi italiani che non sono stati in grado di assorbire fino in fondo i soldi a disposizione. In assoluto, a perdere di più è stato il Programma operativo regionale (Por) della Sicilia: quasi 117 milioni - il 73% del totale delle risorse disimpegnate - contro una spesa di 4,242 miliardi andata a buon fine.

A perdere quote più contenute rispetto alle risorse a disposizione sono stati anche il Por della Provincia autonoma di Trento (oltre 937mila euro su 62,47 milioni), il Por Molise (41.499 euro su 141,5 milioni), il Programma operativo nazionale (Pon) 'Ricerca e competitività' (23,9 milioni su 4,13 miliardi) e quello per ' Reti e mobilità' (17,68 milioni su 1,83 miliardi).

Bene sulla selezione dei progetti, molto meno nell'utilizzo effettivo dei finanziamenti Ue a disposizione: è la fotografia dell'Italia offerta dagli ultimi dati sull'uso del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) per il periodo in corso, 2014-2020.

Nella scelta dei progetti, il nostro Paese è arrivato al 42,5% dell'importo a disposizione e lascia indietro grandi nazioni come Germania, Francia (entrambe 35%) e Spagna (10%) e viaggia ben oltre la media Ue del 38,4%. Ma dai dati emergono forti disparità. Il programma regionale (Por) Emilia Romagna è in overbooking al 109,7% mentre il Pon 'Legalità' è a zero.

Per la spesa già dichiarata a Bruxelles, la media italiana è del 2%, inferiore alla media Ue del 5%. A giocare a sfavore del Paese, in questo caso, i ritardi nella designazione delle autorità di gestione, necessarie per il via ai rimborsi (ne mancano ancora due: Valle d'Aosta e Ricerca). A guidare la classifica della spesa sono Finlandia (18%) e Bulgaria (14%).




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