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giovedì, 23 novembre 2017

"Mongoloide" a un pilota, protestano i Down

Nuccio Sciacca / 
Dura lettera dell’associazione a SkySport per il termine usato durante la telecronaca di Formula 1

L'Associazione Persone Down non ci sta e non condivide che si utilizzi il termine "mongoloide" per dare dell’imbecille a un pilota di Formula 1 che si era reso protagonista di una manovra errata. E’ per questo che il presidente Grillo ha inviato una lettera al direttore di SkySport, Federico Ferri, per il termine utilizzato dal cronista durante la diretta dell'ultimo Gran Premio di Formula 1. Ecco il testo.

Gentile signor Ferri, sono Paolo Virgilio Grillo, presidente dell'Associazione Italiana Persone Down, realtà presente in Italia dal 1979 e attiva in tutta la penisola con 51 sedi. Ci occupiamo delle persone con sindrome di Down, i nostri figli, da quasi 40 anni per garantire loro un futuro migliore sostegno medico adeguato, un'efficace inclusione scolastica, corsi di autonomia che li aiutino a vivere una vita il più possibile indipendente, inserimenti lavorativi, strutture assistenziali adeguate. Molte cose per fortuna sono cambiate e oggi le persone con sindrome di Down, vanno a scuola, partecipano, qualcuno lavora e questo grazie al loro impegno e a quello di chi è loro affianco.

Le scrivo perché con vivo dispiacere abbiamo assistito domenica 17 settembre nella diretta di Sky Sport al Gran Premio di Singapore al commento di un vostro cronista, Davide Valsecchi. Il cronista, come lei ben sa, ha apostrofato con la parola "mongoloide" il pilota di Formula 1 con evidente intento dispregiativo. Ci stupiamo e addoloriamo che ancora oggi - dopo tanto lavoro fatto in questi anni per promuovere una corretta immagine delle persone con sindrome di Down - si sia costretti ad ascoltare commenti del genere, per di più da un professionista della comunicazione.

Con la presente vorrei sollecitare da parte sua, a nome di tutte le famiglie che hanno figli e fratelli con sindrome di Down, delle scuse ufficiali. Sarebbe un gesto significativo da parte vostra accompagnare queste accogliendo in studio una persona con sindrome di Down appassionata di sport come commentatore, offrendo così un messaggio positivo su questa realtà: vi stupirete di quanto gradevole e interessante possa essere questo tipo di esperienza. 




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