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domenica, 19 novembre 2017

Concorsi truccati, indagati prof siciliani

Inchiesta della guardia di finanza di Firenze per corruzione nelle universitÓ di tutta Italia: nel mirino anche docenti degli atenei di Palermo, Messina, Catania ed Enna. I NOMI

FIRENZE - Sette docenti universitari sono stati arrestati per corruzione dalla guardia di finanza di Firenze, nell'ambito di un'inchiesta su concorsi truccati. Altri 22 sono stati colpiti dalla misura dell'interdizione dalle funzioni di professore universitario e da quelle connesse ad ogni altro incarico accademico per la durata di 12 mesi.

Nell'inchiesta, che riguarda tutto il territorio nazionale, risultano indagate complessivamente 59 persone. Tra loro l'ex ministro Augusto Fantozzi, che rischia l'interdizione dalla professione di docente. Ai domiciliari sono finiti Fabrizio Amatucci, docente alla Federico II di Napoli, Giuseppe Maria Cipolla (università di Cassino), Adriano di Pietro (università di Bologna), Alessandro Giovannini (università di Siena), Valerio Ficari (università di Roma 2), Giuseppe Zizzo (università Carlo Cattaneo di Castellanza, Varese), Guglielmo Fransoni (università di Foggia).

Anche alcuni docenti universitari siciliani sono stati raggiunti da provvedimenti di interdizione. Si tratta di Salvatore Sammartino, Daniela Mazzagreco e Maria Concetta Parlato dell'Università di Palermo e Andrea Colli Vignarelli, marito della Parlato, dell'Università di Messina.

Tra gli indagati, figura anche l'ex professore dell'Università di Palermo Andrea Parlato, padre di Maria Concetta, uno dei massimi esperti di diritto tributario, chiamato in causa per presunte pressioni che sarebbero state esercitate per favorire la figlia. Altri docenti siciliani dell'università di Catania e della Kore di Enna risulterebbero tra gli indagati.

Le indagini sono partite dal presunto tentativo da parte di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore, candidato al concorso per l'abilitazione scientifica nazionale all'insegnamento nel settore del diritto tributario, a ritirare la propria domanda, allo scopo di favorire un altro ricercatore, in possesso di un curriculum notevolmente inferiore, promettendogli in cambio l'abilitazione nella tornata successiva.

Le indagini hanno consentito di accertare "sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario" - alcuni dei quali pubblici ufficiali poiché componenti di diverse commissioni nazionali nominate dal Miur -, finalizzati a rilasciare abilitazioni "secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori", per soddisfare "interessi personali, professionali o associativi".

Questa mattina i finanzieri hanno eseguito oltre 150 perquisizioni domiciliari in uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali. Per 7 docenti che figurano tra gli indagati il gip Antonio Pezzuti si è riservato la valutazione circa la misura interdittiva dalla professione all'esito dell'interrogatorio.




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