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domenica, 24 settembre 2017

Mafia e rifiuti, maxi sequestro a Catania

Inchiesta sul clan Cappello Bonaccorso, confiscati 12 mln all'imprenditore Giuseppe Guglielmino. Il legale: "Nessun collegamento con la cosca". I nomi delle societÓ coinvolte e il VIDEO

CATANIA - Beni per 12 milioni di euro sono stati sequestrati dalla polizia di Catania nell'ambito di un'inchiesta della Dda della Procura etnea sul clan mafioso Ceppello Bonaccorso.

Il sequestro è stato disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale su richiesta del Questore di Catania, Giuseppe Gualtieri, e riguarda beni ritenuti riconducibili a Giuseppe Guglielmino, 43 anni, attualmente detenuto. La sua attività di imprenditore, secondo indagini della Polizia Anticrimine e della Squadra Mobile, è ritenuta "orbitante nell'area di influenza della cosca Cappello Bonaccorsi". L'indagato è il convivente della figlia di Orazio Pardo, esponente di vertice della cosca mafiosa, e cugino di Salvatore Trepiccione e Michele Guglielmino, anch'essi indicati come contigui allo stesso clan.

In passato è stato denunciato per associazione mafiosa, bancarotta fraudolenta e intestazione fittizia di beni. Sigilli, in attesa della definitiva confisca, sono stati posti a sei imprese tutte operanti nel settore della gestione dei rifiuti, oltre a beni immobili, autoveicoli, conti correnti e depositi per un valore stimato di circa 12 milioni di euro.

Il sequestro ha interessato la totalità delle quote e l'intero patrimonio aziendale della Geo Ambiente di Belpasso, della Consulting Business di Guglielmino Giuseppe di San Gregorio di Catania, della Clean Up di Motta Sant'Anastasia, della Eco Logistica di Aci Sant'Antonio, della Eco Business di Siracusa e della Work Uniform di Catania. Sigilli sono stati posti anche a sette fabbricati a 11 veicoli. Per la Questura di Catania, Guglielmino sarebbe "un soggetto socialmente pericoloso, scaltro e particolarmente attento agli affari, con investimenti di denaro orientati alla costituzione di numerose società, generalmente afferenti il settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti".

E, secondo le indagini della Squadra Mobile della Polizia Anticrimine, sarebbe anche un imprenditore "spregiudicato" che "poteva agevolmente aggiudicarsi appalti, minando pericolosamente l'economia sana del territorio". Un uomo "attento e oculato nella gestione dei ricchi proventi" che erano "investiti in beni mobili e immobili, intestati fittiziamente a terzi, per lo più parenti"..

In serata è arriva in redazione una nota dell'avvocato Salvatore Cannata, legale di Michele Guglielmino: "Sebbene il sig. Guglielmino Michele presenta dei precedenti penali, gli stessi sono datati nel tempo (primi anni 2000) e in nessun modo collegati alla consorteria mafiosa denominata “Cappello”. Lo stesso né in passato né mai ha fatto parte, avuto legami, gravitato o avuto qualsivoglia cointeressenza con la suddetta associazione mafiosa. Appare evidente, dunque, che tali notizie siano assolutamente destituite di fondamento o inventate da voi o da chi a voi le ha fornite".




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