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martedì, 21 novembre 2017

Pubblicato: 08/09/2017

"Catania, metro vietata ai disabili"

La denuncia dell'associazione Free Green Sicilia: "Ascensori fuori uso e assenza di scale mobili, dopo vent'anni dall'inaugurazione resta una barriera architettonica"

CATANIA - "Dopo vent’anni dall’inaugurazione della metropolitana di Catania resta, dopo le tante denunce di Free Green Sicilia, una barriera architettonica nei confronti dei disabili o invalidi". Il grido d'allarme allo scandalo arriva dall'associazione Free Green Sicilia, con il suo ortavoce Alfio Lisi.

"Gli ascensori, infatti, previsti dalla costruzione della stessa con soldi pubblici, non sono attivi o meglio non esiste l’ascensore ma la solo tromba e gli ingressi, da sempre non accessibili in quanto sbarrati e fuori uso così come mancano le scale mobili nelle fermate e accessi di Borgo, Giuffrida, Galatea, Italia, Giovanni XXIII", spiega Lisi.

"Non una accorata protesta dai sindaci che si sono susseguiti nel tempo come se a questi interessasse poco dei cittadini più deboli e indifesi. Neanche nella nuova fermata Stesicoro, inaugurata in gennaio alla presenza del ministro alle Infrastrutture Del Rio, è possibile chiamare l’ascensore per scendere giù e prendere il metrò in quanto non esiste il pulsante - continua Lisi -, e anche se esistesse sarebbe costretto a ritornare alla stessa fermata, eppure gli ascensori sono stati inventati da un bel po' di tempo".

"Un altro grave ostacolo per quei cittadini che hanno difficoltà motorie e per coloro che non hanno la possibilità di poter camminare con le proprie gambe, permanentemente o temporaneamente - denuncia ancora l'associazione -. Tale vergognoso aspetto di una metropolitana da città del terzo mondo è vietata dal 1999, anno della sua nascita, a migliaia di persone, residenti e turisti, che hanno difficoltà di deambulare calpestando il loro sacro diritto di cittadinanza e poter liberamente usufruire di tale mezzo di trasporto pubblico che appartiene a ogni cittadino, una delle tante barriere architettoniche che rendono invivibile questa città".

"Per non parlare delle difficoltà che i cittadini avranno nel raggiungere (vista anche la mancanza di marciapiedi e segnaletica pedonale adeguata e sicura) le fermate di Nesima, e di Cibali quando sarà attiva, installate sui marciapiedi laterali della circonvallazione con tutti i rischi connessi per la loro sicurezza e incolumità. Un altro aspetto che insieme alla mancanza di incentivazioni e adeguati servizi collaterali che inducano le persone a lasciare a casa le auto e prendere tale mezzo di trasporto eco-sostenibile, rischia di trasformare la metropolitana in una cattedrale nel deserto".




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