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domenica, 24 settembre 2017

Pubblicato: 05/09/2017

Dimessa da Villa Sofia, Ŕ in coma

Dopo una caduta in casa a Palermo, i medici del pronto soccorso l'hanno rimandata a casa senza fare tutti gli accertamenti. L'ospedale: "Stiamo verificando"

PALERMO - Era caduta in casa in cucina. Per Maria Angela Nunzia D'Amico, palermitana di 67 anni, è iniziata un'odissea in ospedale che ancora non si è conclusa. Portata a Villa Sofia, con un bernoccolo in testa e una frattura al braccio destro era stata assegnato il codice verde. "Siamo rimasti cinque ore al Pronto Soccorso - racconta la sorella Rosalba D'Amico che ha presentato una denuncia ai carabinieri - i medici hanno accertato la frattura, ma hanno deciso di non sottoporla ad accertamenti neurologici nonostante il colpo in testa. All'una e 30 di notte è stata dimessa".

L'indomani la donna ha iniziato a sentirsi male. "Vomitava e non riusciva a muovere gli arti. Aveva mancanza totale di equilibrio - aggiunge la sorella - Abbiamo chiamato il 118 che ha riportato mia zia a Villa Sofia in codice rosso con una richiesta urgente di tac. E' rimasta lì nella shock room per più di 2 ore, in attesa degli accertamenti clinici necessari, tempo durante il quale mia sorella ha avuto un crollo delle sue condizioni di salute senza ricevere nessun supporto da parte del personale sanitario e oltretutto impendendomi di starle accanto anche per tranquillizzarla e tenerla sveglia. La Tac è stata eseguita soltanto alle 15:45 circa e dopo circa 30 minuti mi è stato comunicato che era in atto un idrocefalo con un riversamento e che mia sorella era in gravissime condizioni. Per questo era necessario il ricovero in rianimazione. Il medico della rianimazione mi ha comunicato che mia zia era in coma e che necessitava di un intervento chirurgico urgente. L'intervento è stato effettuato alle 17.30 circa e mia sorella è ancora in gravi condizioni".

La donna è assistita dall'associazione Siciliae Mundi. Dice il presidente dell'associazione Loredana Novelli: ''La paziente è ricoverata nel reparto di neurologia di Villa Sofia in rianimazione, i familiari ad oggi non hanno mai parlato con il Primario ma solo con i rianimatori che continuano a sostenere che la paziente è in pericolo di vita".

Secondo l'azienda è rimasta al pronto soccorso sei ore perché in questo modo si potevano valutare le condizioni della paziente. "La signora D'Amico è stata sei ore al pronto soccorso perché così è stabilito dalle linee guida - afferma Pietro Greco direttore sanitario dell'azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello - Stiamo chiedendo una relazione al direttore del Pronto Soccorso per valutare quanto è accaduto. Ci spiace per la paziente, ma potremmo più precisi nelle prossime ore non appena avremo ulteriori notizie su quanto si è verificato e sulle indagini cliniche diagnostiche''.




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