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domenica, 24 settembre 2017

Catanese ucciso dopo lite in discoteca
fermati 5 buttafuori per omicidio

Il cinquantenne Giuseppe Galvagno č stato trovato agonizzante davanti a un locale a Roma: gli addetti alla sicurezza lo hanno pestato di botte per apprezzamenti a una ragazza

ROMA - Un catanese di cinquant'anni, Giuseppe Galvagno, da anni residente a Roma dove gestiva un B&B in zona San Giovanni, è stato trovato stanotte agonizzante e incosciente a terra in un parcheggio vicino a una discoteca dell'Eur dove aveva trascorso la serata insieme alla compagna.

A dare l'allarme sarebbe stata proprio la donna. Giunti sul posto gli operatori del 118 hanno cercato di rianimarlo e lo hanno trasportato in ospedale, dove i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. 

Per la morte del cinquantenne sono stati fermati cinque addetti alla sicurezza della discoteca, tutti romani, incensurati, di età compresa tra i 32 e i 44 anni che lavoravano per la stessa agenzia. Nei loro confronti si procede per omicidio volontario. Da una prima ricostruzione, sembra che Galvagno si sia recato ieri sera alla discoteca San Salvador, nel quartiere Eur, assieme alla compagna che lavora come infermiera in un ospedale della Capitale.

Durante la serata, forse a causa di apprezzamenti che la vittima avrebbe fatto a un'altra donna o solo per averla urtata, sarebbe nata una lite con il compagno. Così Galvagno è stato cacciato dal locale da due buttafuori.

A quanto ricostruito dagli investigatori, all'esterno della discoteca sono arrivati altri tre addetti alla sicurezza e in 5 lo avrebbero pestato colpendolo a calci e pugni. Quando la compagna 45enne della vittima, che si era allontanata per andare a prendere la macchina, è tornata davanti al locale non lo ha visto. Poco dopo l'ha trovato agonizzante in un parcheggio vicino e ha dato l'allarme al 118.

Sul corpo del cinquantenne verrà effettuata nei prossimi giorni l'autopsia che chiarirà con esattezza la causa del decesso. "Non eri un angelo ma eri l'amico della mia vita sapevamo sempre di esserci l'uno per l'altro - è uno dei messaggi scritti su Facebook - con te se n'è andato un pezzo della mia vita e del mio cuore. Spero tu stia navigando nel mare che hai sempre amato tanto".

Sulla vicenda indagano i carabinieri del nucleo investigativo di Roma e della compagnia dell'Eur che hanno ascoltato diversi testimoni per ricostruire con esattezza l'accaduto. L'inchiesta è affidata al sostituto procuratore Eleonora Fini in coordinamento del procuratore aggiunto Maria Monteleone.













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