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lunedì, 23 ottobre 2017

Pubblicato: 18/08/2017

Il Tarì, moneta siciliana anticrisi

Verso le regionali. La proposta di "Siciliani liberi": "Un credito fiscale immesso in una carta di credito per dare impulso ai consumi"

PALERMO - Una moneta complementare all'euro, il 'Tarì', sotto forma di credito fiscale immesso in una carta di credito dalla Regione attraverso il dipartimento del Tesoro o una Authority e che finanzierà anche buona parte del reddito di sostegno previsto per alcune categorie, come casalinghe e studenti universitari: è la ricetta anti-crisi dei 'Siciliani liberi', il movimento che sostiene la candidatura alla presidenza della Regione siciliana dell'avvocato Roberto La Rosa.

L'idea di una "moneta made in Sicily" è inserito nel progetto più ampio di zona economia speciale (Zes) o 'free zone', iniziativa elaborata dal fondatore di Sl, il prof. Massimo Costa, docente di Economia all'Università di Palermo, in stretto raccordo con altri economisti come Sylos Labini e Biagio Bossone, che sta sperimentando una moneta complementare nello Stato di San Marino.

"Casi di moneta complementare esistono già come in Svizzera e in Sardegna - spiega il prof. Costa - ma la nostra idea è più ambiziosa, perché sarà la Regione, dunque una istituzione pubblica, a immetterla nel mercato. Attraverso una rete in convenzione di imprese, liberi professionisti, grande distribuzione, la moneta servirà ad aumentare i consumi ma soprattutto a dare impulso all'occupazione".

Per realizzarlo, l'economista pensa a una legge-voto da varare in Assemblea regionale da sottoporre poi ai due rami del Parlamento e ritiene che l'Ue non potrebbe che avallare il progetto "perché esistono già iniziative di fiscalità di vantaggio in aree insulari europee, come le Canarie, le Azzorre e le isole dell'Egeo".

"Il nostro è un progetto che vogliamo condividere con altre forze politiche penso al M5s ma anche al centrosinistra o al centrodestra, ci sono alcuni imprenditori che hanno mostrato interesse - afferma il prof. Costa - Siamo cosciente che ci saranno delle resistenze, per esempio da parte del sistema bancario, in quanto la distribuzione della moneta fiscale ridurrebbe le richieste di credito".




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