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sabato, 23 settembre 2017

Pubblicato: 15/08/2017

"La Sicilia Ŕ migliore di 5 anni fa"

Cracolici (Pd) spinge per un'alleanza a "campo largo" del centrosinistra: "Basta anatemi e ricatti"

CATANIA - L'analisi che non ti aspetti. Controccorente rispetto a una larga parte del Partito Democratico che ha già liquidato Rosario Crocetta e ha bocciato senza possibilità di replica la sua esperienza alla presidenza della Regione siciliana. L'assessore Antonello Cracolici scrive un lungo post pubblico su Facebook per riportare equilibrio nel dibattito politico che in queste ore anima il centrosinistra regionale. Ripercorre le tappe del "campo largo" che ha incrociato più volte neglòi ultimi cinque anni le esperienza e le estrazioni culturali diverse, dalla sinistra radicale ai centrisiti di Alfano e D'Alia.

"Le incertezze sulle prossime elezioni in Sicilia del centrosinistra come quelle della destra riempiono la cronaca agostana. La giusta ricerca di alleanze, in un sistema elettorale oltre che presidenziale anche di tipo coalizionale, rende più faticoso e tortuoso l'approdo finale da presentare agli elettori. Coalizione vuol dire alleanza tra diversi ma uniti da programmi condivisi da realizzare in caso di vittoria - scrive - Questa affermazione può sembrare ovvia, ma vale la pena ricordarlo a tutti. Anatemi, presunte discontinuità, oltre tutto dichiarate da chi continua a beneficiare dall'essere parte di quella maggioranza che ha garantito la governabilità, appaiono ipocrite e insopportabili. Sin dall'inizio questa discussione, relativa a ciò che bisogna fare alle prossime elezioni, è stata viziata da ipocrisie e tatticismi che stanno producendo sconcerto tra i nostri elettori".

"Quale alleanza? Avevamo costruito due anni fa uno schema politico con un governo regionale sostenuto da una coalizione coerente con quella che sosteneva prima il governo Renzi e poi il governo Gentiloni, Pd, Sicilia futura, Centristi per la Sicilia, Ncd, che nel frattempo cambiava denominazione in Alleanza Popolare. L'obiettivo era proporla agli elettori, allargandola alle forze delle sinistre che nel corso di questi mesi si sono costituite a seguito delle diverse scissioni avvenute nel Pd a livello nazionale, oltre che a Sinistra Democratica - spiega Cracolici - Tutto ciò comprendendo il meglio delle esperienze amministrative raccolte attorno a Orlando e ad alcuni Sindaci siciliani. La ragione di questa larga alleanza non nasce da una improvvisa cancellazione delle differenze, ma dalla comune consapevolezza di impedire l'avventura demagogica che il movimento 5 stelle rischia di produrre in Sicilia.

"Nel frattempo sono avvenuti alcuni fatti rilevanti: i centristi di Casini rompono con il governo Crocetta, Alafano rompe con Renzi a Roma aprendo una difficoltà in Sicilia, il Pd subisce una scissione e nasce Mdp anche in Sicilia. Tutto ciò non ha impedito di vincere le elezioni a Palermo grazie ad una leadership forte come quella di Luca Orlando e per l'effetto di una modifica alla legge elettorale che ha consentito di evitare il ballottaggio avendo superato il 40% dei consensi - sottolinea l'assessore regionale all'Agricoltura - Al di là di tutte le schermaglie e le dinamiche nazionali, rinunciare a proporre lo schema di una alleanza larga per le prossime elezioni, significa rinunciare a proporsi con sufficiente credibilità per quanti non vogliono consegnare la sicilia ai grillini e a quella destra che in Sicilia fa finta di essere stata estranea ai disastri che sono stati prodotti negli anni che speriamo di lasciarci alle nostre spalle".

Nel suo lungo excursus, Cracolici cita i danni causati dalla spending review introdotta dal governo Monti, il rischio commissariamento della Regione e i buchi di bilancio creati dai due precedenti governi di centrosinistra

"Ora si può dire quello che si vuole su questi ultimi cinque anni, anch'io ho assistito a limiti e ad errori, ma voler nascondere i risultati conseguiti, malgrado la drammatica situazione della regione si sia sommata alla più grave crisi del dopoguerra ad oggi dell'intero paese con effetti disastrosi su tutta l'economia dell'isola, è un atto di disonestà intellettuale - aggiunge - Cosa è la richiesta di discontinuità fatta alcuni di quelli che si sono ingrassati in questi anni di gestione Crocetta? Il ritorno quell'epoca? Chi lo dice mente sapendo di mentire. Fa solo spicciola propaganda".

"Chi si candida a governare la Sicilia deve sapere cosa troverà e cosa potrà fare - spiega ancora Cracolici - Troverà una regione con conti più ordinati, senza debiti camuffati, con una sanità più in equilibrio e con una buona distribuzione nel territorio, con una agricoltura più sviluppata, con una Sicilia che sta conquistando cifre importanti del turismo globale. Una Sicilia con una maggiore percezione di terra di bellezza e di qualità. È poco! forse ma è molto di più di quello che c'era 5 anni fa. C'è ancora tanto da fare me solo nella verità e non nella menzogna che sarà possibile aiutare la Sicilia a crescere".

Nel lungo post Cracolici traccia un bilancio della sua esperienza a capo dell'assessorato all'Agricoltura e chiede agli alleati di valutare serenamente quanto fatto dal governo di centrosinistra in questi cinque anni.

"Si può discutere come si vuole sul candidato presidente. Ma non è accettabile liquidare tutto questo non saremmo seri e soprattutto non saremmo onesti con gli elettori. Se si chiuderà un'alleanza larga come io auspico, non potrà essere fatta a prescindere da quello che si è fatto fino ad oggi. Io trovo corretto che si discuta di chi dovrà guidare questa alleanza - conclude - Crocetta ha navigato in questi 5 anni in maniera tempestosa ma ha condotto fin qui la nave. Adesso si può discutere sul futuro senza anatemi e senza ricatti. Serve chi possa unire al meglio questa alleanza larga. Ma serve un nocchiero, capace di parlare ai siciliani con auterovolezza e competenza. Se riusciremo a fare questo avremo fatta fare un salto di qualità alla politica siciliana. Il contrario di tutto questo rischia di condannare i siciliani alla marginalità".




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