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martedý, 24 ottobre 2017

Pubblicato: 11/08/2017

Regionali, tutto fermo

Il nodo dell'alleanza con gli alfaniani blocca la scelta del candidato sia nel centrodestra sia nel centrosinistra. I centristi alzano la posta e chiedono un proprio esponente alla presidenza

CATANIA - Il centrosinistra insegue il "modello Palermo". Il centrodestra guarda al "modello Liguria". Angelino Alfano, che in entrambi i casi vittoriosi c'era, ma senza il simbolo di Ap, punta a invertire lo schema di gioco e presentare un suo candidato, per poi vedere chi lo sostiene. E' tutto qui lo stallo siciliano. Con la trattativa dei centristi che procede sottotraccia e i veti dall'una e dall'altra parte (ma anche i malumori dentro Ap) che bloccano l'intesa.

Se ne riparlerà dopo ferragosto, dice più d'uno. Ma intanto nel centrodestra arriva uno spiraglio da Giorgia Meloni sulla possibilità che una lista centrista (senza però il simbolo di Alfano) sostenga il suo candidato Nello Musumeci. E nel centrosinistra si valuta la possibilità che siano le primarie a decidere il candidato di coalizione. Le primarie sono invocate da Rosario Crocetta, il presidente siciliano uscente, che però né il Pd né i partiti della sinistra intendono sostenere. Ma potrebbero essere una soluzione per abbattere i veti incrociati.

Da un lato infatti il leader di Ap vuol proporre uno dei suoi, dall'altro c'è il no della sinistra a un centrista candidato governatore. Anzi, Mdp alza il tiro: "Noi - spiega Francesco Laforgia - non staremo in un'alleanza con Alfano o che non preveda un riscatto vero per la Regione". Quanto al Pd, si sta tenendo aperto il dialogo per costruire una coalizione che vada da Leoluca Orlando ad Alfano e che poi dovrà scegliere "il candidato più idoneo". E in questa ricerca fonti del Pd nazionale definiscono le primarie "possibili", anche se "non probabili".

Intanto si segnalano contatti tra i dirigenti della maggioranza e della minoranza del partito, per garantire un lavoro unitario ed escludere spaccature sull'ipotesi di accordo con Alfano (che, secondo i 'rumors', includerebbe anche un capitolo nazionale). Quanto al centrodestra, Fi tiene accesa la fiammella del dialogo con i centristi e una lieve apertura sembra venire da Giorgia Meloni: la sua posizione è che se il suo candidato Musumeci, nel costruire la coalizione, lo riterrà opportuno, si potrebbe accogliere una lista di alfaniani spogliati del simbolo di Ap, sul "modello Liguria".

La leader di Fdi precisa poi che resta il no all'alleanza con "chi ha tradito gli elettori" e governato con Crocetta in Sicilia e il Pd a Roma. Ma correre senza il simbolo in Sicilia, per Ap è una condizione inaccettabile. Stringere un accordo a Palermo con chi pone il veto a livello nazionale, sottolinea l'alfaniano Fabrizio Cicchitto, non è proponibile. Perciò Cicchitto propone di correre da soli, una soluzione che permetterebbe di superare anche la divisione dentro Ap tra chi vuole il dialogo con i Dem e chi invoca il centrodestra. Alfano per ora tiene aperta ogni possibilità: annuncerà il nome del candidato centrista dopo ferragosto, poi - spiegano fonti a lui vicine - si vedrà chi converge.




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