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martedì, 22 agosto 2017

Fiumefreddo non si arrende
"Irregolare la votazione all'Ars"

Palermo: esposto in Procura dell'amministratore di Riscossione Sicilia, liquidata dall'Assemblea. "Il conto dei deputati non torna"

PALERMO - "Stamattina ho presentato un esposto-denuncia al procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, chiedendo l'acquisizione del verbale e della documentazione relativi alla votazione tenutasi all'Ars nella seduta del 9 agosto scorso, con cui si è votata la liquidazione di Riscossione Sicilia e la mia immediata decadenza come amministratore unico della partecipata regionale". Antonio Fiumefreddo, ad di Riscossione Sicilia, non ha intenzione di arrendersi.

"Ho chiesto in particolare - spiega Fiumefreddo - che si accerti se non si sia consumato il delitto di falso, visto che alla votazione risultano presenti 61 deputati, ma dalla sommatoria dei voti contrari, di quelli favorevoli e degli astenuti, emerge che siano stati espressi 51 voti. Mancano 10 voti all'appello. Com'è possibile che il presidente Ardizzone, chiamato ad assicurare la regolarità dei lavori d'aula, non si sia accorto di nulla?".

La circostanza, secondo Fiumefreddo, "inficia gravemente il voto e inquieta per ciò che potrebbe celare. Intendo andare fino in fondo e perciò ho scritto anche al ministro dell'Interno perché vigili se in Sicilia non si sia consumata, nella fretta di compiere una vendetta, una condotta gravemente lesiva dei principi costituzionali. Ho scritto anche al presidente Crocetta perché impugni la legge, chiaramente sprovvista dei criteri di astrattezza delle leggi, e anche ai sensi dell'art. 127 della Costituzione, essendo in presenza di una legge diretta contro un cittadino limitato nelle sue libertà costituzionali".




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