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domenica, 24 settembre 2017

Trenta euro per lavorare 12 ore
arresti e denunce per caporalato

Controlli in tutta Italia: nel Ragusano tre in manette e 9 denunciati, sospese tre attività in provincia di Agrigento

ROMA - Lavoravano anche 12 ore al giorno per una paga diaria di appena 30 euro, due euro e mezzo all'ora, alcune delle persone individuate in questi giorni dalla polizia nell'ambito di una vasta operazione contro il caporalato in varie regioni d'Italia che ha portato finora, complessivamente, a 10 arresti e 24 denunce.

Si tratta di una seconda fase del progetto chiamato "Alto impatto-Freedom", condotto dalle Squadre Mobili di Agrigento, Forlì-Cesena, Latina, Lecce, Matera, Ragusa, Salerno, Siracusa, Taranto, Verona e Vibo Valentia, coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine.

Nel corso dell'operazione è stata accertata l'inosservanza delle norme contributivo-previdenziali e di sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché, in alcuni casi, dell'illecita attività di intermediazione tra la domanda e l'offerta, compiuta dai cosiddetti "caporali".

La Squadra Mobile di Ragusa, con l'ausilio della polizia stradale e dei commissariati di Modica e Vittoria, ha arrestato tre imprenditori e ne ha denunciato altri nove per sfruttamento di braccianti agricoli. Controlli in 12 aziende a Ragusa, Ispica, Vittoria, Acate e Santa Croce Camerina. Complessivamente sono stati identificati 126 braccianti (17 romeni di cui 12 donne, 41 centro-africani di cui 2 donne, 11 albanesi, 15 bengalesi, 10 pakistani, 5 indiani e 27 italiani).

Due degli arrestati avevano minacciato di licenziare i lavoratori se avessero riferito alla Squadra Mobile le reali condizioni di impiego: "Dovete dire che prendete 50 euro per 8 ore di lavoro, altrimenti vi licenzio". La Polizia Stradale ha scoperto, occultati da un telone, 13 lavoratori all'interno nel vano carico di un autoarticolato.

In provincia di Latina sono stati arrestati 3 ulteriori italiani, sempre per sfruttamento di manodopera: in questo caso i braccianti venivano costretti a vivere all'interno di container metallici in condizioni igieniche precarie.

In provincia di Matera sono stati deferiti 3 individui e comminate sanzioni per 14.000 euro. Nelle province di Agrigento e Verona sono state infine sospese rispettivamente 2 e un'attività e sono state comminate contravvenzioni per 69.000 e 25.000 euro.

Considerata anche la prima fase, in totale sono state controllate 867 persone e 76 aziende (4 attività sono state sospese); sono state arrestate 10 persone e ne sono state deferite 24.

I poliziotti della squadra mobile sono stati coadiuvati dai Reparti Prevenzione Crimine e Gabinetti Regionali di Polizia Scientifica, nonché uffici di altre amministrazioni, come gli Ispettorati Territoriali del Lavoro.




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