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martedì, 22 agosto 2017

"Regione Sicilia, ok a rendiconto 2016"

La Corte dei conti rigetta le richieste del pg che lo giudicava irregolare: "Unica anomalia il fondo per la partecipate"

PALERMO - La sezione riunite di controllo della Corte dei Conti ha parificato, cioè ha giudicato conforme, il rendiconto della Regione Sicilia per il 2016, rilevando come unica anomalia il fondo per la partecipate, in particolare relativamente ai debiti dell'Azienda siciliana trasporti (Ast). I giudici hanno cosi rigettato le richieste del procuratore generale d'appello della Corte conti, Pino Zingale, secondo il quale il consuntivo era irregolare.

LE RICHIESTE DEL PG. Per Zingale "l'importo ingente" di residui attivi (crediti da esigere), reimputati nel bilancio della Regione siciliana per quasi 2 miliardi di euro, "fa sorgere serie perplessità sia sull'esigibilità, sia sull'esito della riscossione" mettendo a rischio le coperture complessive col rischio di default per le casse pubbliche.

Nella sua relazione alle controdeduzioni depositate dal governo Crocetta dopo la sospensione del giudizio di parifica da parte dei giudici della Corte dei Conti del rendiconto del 2016 della Regione su cui la corte a sezione riunite è in camera di consiglio, il pg, Pino Zingale, scrive: "Peraltro la Regione nel 2015 ha già effettuato il riaccertamento straordinario dei residui attivi, con una cancellazione di residui attivi di svariati miliardi di euro, di conseguenza non dovrebbe esservi un importo così elevato di residui attivi reimputati che segnala come fisiologico ciò che dovrebbe essere patologico".

"È ragionevole che dopo una tale simile 'pulizia' permanga una simile massa di residui attivi reimputati?" chiede il pg. "Inoltre, quasi 2,6 miliardi di euro di coperture provengono dal fondo anticipazione liquidità che non dovrebbe finanziare il maggiore disavanzo - osserva il procuratore - In buona sostanza almeno 2 miliardi di coperture si presentano come altamente dubbie (nella migliore delle ipotesi la Regione si dimostra incapace di riscuotere) e necessiterebbero, al fine di potersi considerare effettive e avere un impatto positivo nel presente rendiconto, di una immediata attenta analisi e accertamento in ordine alla loro effettività.

Per il pg della Corte "il possibile se non probabile sfumare di un così cospicuo budget di entrata, destinato a rimanere un numero sulla carta, senza opportuni interventi correttivi da parte del legislatore regionale, farebbe scivolare la Regione nel default".

"D'altronde - conclude - l'elevato abnorme numero già segnalato di procedure esecutive nel 2016 è prova della circostanza che la Regione, di fatto, soffre di una cronica crisi di liquidità, ragionevolmente riferibile alla circostanza che una parte consistente dei propri crediti incontra serie difficoltà a trovare realizzazione".

Una "montagna" di contenzioso passivo non quantificabile con certezza neppure dalla Regione siciliana, ma certamente enorme. Nemmeno la Procura generale della Corte dei conti è riuscita ad avere il dato definitivo nonostante abbia tentato "di verificarne l'effettiva consistenza attraverso le avvocature distrettuali dello Stato".

"La massa di contenzioso pendente è risultata talmente elevata", scrive Zingale, "da non consentire di poter pervenire, in breve tempo, a risultati attendibili né è emerso che in un recente passato le medesime avvocature siano state chiamate ad effettuare ricognizioni e valutazioni di possibile soccombenza da parte della Regione, in presenza delle quali sarebbe stato agevole fornire i dati richiesti".

Per il pg della Corte dei conti "non appare chiaro quali uffici e con quali competenze specifiche" gli uffici della Regione " abbiano proceduto alla ricognizione del contenzioso alla quale fa riferimento" l'amministrazione nei documenti consegnati alla giustizia contabile "al fine di quantificare in soli 103.553.000,00 di euro il relativo fondo, pari al 50% della massa critica", previsto nel rendiconto 2016 sotto la lente dei giudici contabili.

"Basti osservare che la Regione siciliana risulta coinvolta, sia pure a titolo di garanzia - evidenzia il pg - in un contenzioso relativo a una propria partecipata al 100%, incoato dell'ex socio privato e con altissima probabilità di soccombenza, di importo prossimo ai 100 milioni di euro".

E ancora: "La sola Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo ha precisato che nell'anno 2016 e 'in quelli precedenti' sono stati instaurati a carico della Regione siciliana decine di migliaia di contenziosi 'passivi' molti dei quali potrebbero essere stati definiti da sentenze rese 'anche' nel corso del 2016. E a questi andrebbero aggiunti i contenziosi attivi "con istanze in via riconvenzionale non definite, quelli pendenti davanti alla Corte di cassazione, al Consiglio di Stato, a Tar diversi dal Tar Sicilia - Tar Lazio innanzitutto -, a Tribunali di distretti diversi, nonché quelli relativi a ipotesi di patrocinio dell'Ente davanti alla Corte Costituzionale".

"In quest'ultimo anno, poi - scrive il pg Zingale - il numero complessivo dei nuovi contenziosi instaurati è pari a poco meno di 6.500, dei quali quasi 3.000 riguardano appunto la Regione siciliana nel suo complesso, cui vanno aggiunte ben 390 procedure esecutive mobiliari (su un totale di 480) attivate con pignoramento presso il gestore della cassa regionale, sintomo, quest'ultimo, di una gravissima incapacità di pagamento della Regione medesima, non è chiaro, in atto, a quale patologia funzionale riconducibile".




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