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lunedý, 24 luglio 2017

Iniezione per uccidere il compagno
"Circe" in manette dopo 15 anni

Misterbianco: un nuovo collaboratore di giustizia riapre il caso dell'infarto di Santo Giuffrida, imprenditore morto nel 2002. Barbara Bergamo avrebbe pagato un sicario con 20.000 euro e una Bmw

CATANIA - Avrebbe assoldato un sicario per uccidere con un'iniezione letale il 10 dicembre del 2002 il compagno, l'imprenditore catanese sessantenne Santo Giuffrida, che finora si credeva morto per un infarto. Con questa accusa è stata arrestata a Misterbianco una donna di 43 anni, Barbara Bergamo, assieme ad altre tre persone.

L'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Catania, è stata eseguita dai carabinieri. A far luce sull'omicidio sono state le dichiarazioni del neo-collaboratore di giustizia Luciano Cavallaro.

L'operazione è stata denominata "Circe". Oltre che per la donna, posta agli arresti domiciliari perché madre di un bambino minore dei sei anni di età, sono finiti in manette Francesco Giuseppe Indorato, 49enne di Catania, Antonio Zuccarello, 51enne di Santa Maria di Licodia, e Alfio Maugeri, 44enne di Misterbianco (GUARDA LE FOTO).

Indorato è accusato di tentativo di omicidio. La donna sarebbe stata anche mandante di un primo tentativo di assassinare dell'uomo, compiuto nel 2001. Avrebbe dato l'incarico a Cavallaro, che avrebbe a sua volta incaricato dell'esecuzione materiale un suo conoscente, Indorato. Quest'ultimo avrebbe aggredito con un coltello la vittima all'interno del suo garage condominiale, ferendolo gravemente.

Nessun elemento raccolto all'epoca consentì agli investigatori di ritenere la donna coinvolta nell'accaduto e, sebbene Indorato fosse stato indagato, non furono acquisite sufficienti prove per un rinvio a giudizio.

A distanza di quasi un anno dal ferimento, la donna avrebbe nuovamente chiesto a Cavallaro l'uccisione del compagno, pagando questa volta 20 mila euro e acquistando per lo stesso Cavallaro una Bmw. In questa seconda occasione l'omicidio sarebbe stato pianificato con maggior cura e Cavallaro avrebbe coinvolto Maugeri e Zuccarello.

I tre, la notte tra il 9 e il 10 dicembre del 2002 si sarebbero introdotti con la collaborazione della donna nell'abitazione di Giuffrida e dopo avergli iniettato una sostanza velenosa lo avrebbero soffocato. La Bergamo avrebbe successivamente inscenato la morte naturale di Giuffrida senza che sorgessero sospetti su quanto realmente era accaduto.

Le indagini avviate dopo le dichiarazioni di Cavallaro sono state condotte dai carabinieri di Catania che, attraverso una serie di intercettazioni e di videoregistrazioni, hanno trovato riscontri precisi.

"Sacciu comu tu e i to cumpari affucasturu u masculu di l'amica di Luciano 15 anni fa" (So come tu e i tuoi compari avete strangolato il maschio dell'amica di Luciano 15 anni fa ndr)". Questa la frase lasciata dagli investigatori su un biglietto nell'auto delle persone ritenute coinvolte nell'omicidio. Uno degli indagati dopo aver ricevuto il biglietto ha confessato a un amico il delitto riferendo testualmente "Sedici anni fa abbiamo fatto un omicidio, io e altri due".




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