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domenica, 19 novembre 2017

"Caldo record a giugno, in Sicilia è allarme siccità"


ROMA - E' allarme siccità nelle campagne dopo il cardo record di giugno, con il 53% di piogge in meno: lo rileva la Coldiretti, insieme al pericolo degli incendi.

Riferendosi a dati dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isac-Cnr), la Coldiretti rileva che nel giugno 2017 la temperatura in Italia è stata "superiore di ben 3,22 gradi rispetto alla media di riferimento. Una anomalia che è la peggiore da 217 anni, se si fa eccezione del 2003, anno storico per il caldo e la siccità".

Nelle campagne, prosegue la Coldiretti, si aggrava "il conto dei danni provocati dagli incendi e dalla siccità, con gli agricoltori lungo la Penisola che con il grande caldo devono ricorrere dove possibile all'irrigazione". Il conto dei danni, precisa la Coldiretti, ha superato il miliardo di euro nelle campagne italiane interessate per oltre i due terzi da una situazione di grave crisi idrica.

In Piemonte, a Cuneo, la siccità ha comportato perdite del 25%-30% nelle coltivazioni di grano e orzo e del 40% sulle colture foraggere; in Lombardia il mais è in sofferenza e in Emilia sono state colpite tutte le colture, dal pomodoro ai cereali. In Veneto soffrono barbabietole e mais e la vendemmia si prevede anticipata di almeno una settimana.

Problemi anche in Sardegna, dove la siccità sta condizionando tutti i settori agricoli, con perdite nella produzione di oltre il 40% e gli agricoltori della Coldiretti sono scesi in strada con i trattori mentre in Liguria si teme per gli ulivi.

In Toscana la produzione di cereali e crollata del 40%, con punte del 70% nel caso del mais e quelle di foraggi, ortaggi, pomodoro da industria e frutta sono diminuite fino al 50%. Girasoli e granoturco stanno seccando in Umbria e Marche, mentre nel Lazio è in difficoltà la produzione di frumento.

Problemi anche nel Sud, resi ancora più gravi dagli incendi. In Sicilia il bilancio più pesante, con danni per milioni di euro tra animali morti, ettari di terreno per i foraggi bruciati e strutture devastate. Crollo dei raccolti in Puglia, Calabria e Basilicata, fino a Campania, Abruzzo e Molise.




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