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domenica, 19 novembre 2017

Messina: dopo cinque sentenze
assolto dall'accusa di omicidio

La corte d'Appello di Catanzaro ha giudicato innocente Antonino Romano, imprenditore implicato nell'uccisione di un commerciante nel 1992

MESSINA - "Sono felice finalmente giustizia è stata fatta, ho sofferto molto ma ora il mio calvario è finito". Antonino Romano, imprenditore messinese, ha scontato un anno di carcere per un omicidio che non ha mai commesso. Ma la sua odissea giudiziaria è stata ancora più lunga e tormentata. Per ben 46 magistrati, dopo tre gradi di giudizio, cinque sentenze e 10 anni di "calvario", era colpevole.

Ma ieri la Corte di Appello di Catanzaro, dopo l'ennesimo processo, lo ha assolto dall'accusa di essere stato complice nell'esecuzione materiale dell'agguato ad Antonino Stracuzzi, un commerciante ucciso a colpi di pistola il 14 ottobre 1992 a Messina.

"La mia famiglia insieme a me ha sofferto molto - continua Romano - spero ora sia stata fatta chiarezza, ma naturalmente nessuno potrà mai ripagarmi per un anno di detenzione e dieci anni di sofferenze. Dopo 5 condanne non avevo più fiducia nella giustizia, adesso sono tornato a vivere".

Le accuse non hanno resistito al vaglio dei giudici, dopo la richiesta di revisione del processo presentata dall'avvocato Giovambattista Freni, legale di Romano. La Corte di appello ha annullato le cinque sentenze assolvendo Romano che altrimenti avrebbe dovuto scontare 20 anni di reclusione pur essendo innocente.

"Presenteremo - annuncia il difensore - richiesta di risarcimento danni per l'ingiusta detenzione del signor Romano che non aveva ancora espiato l'intera pena essendo stato arrestato solo dopo l'ultima sentenza della Cassazione emessa l'8 giugno 2016".

Gli altri coimputati in processi separati sono invece stati condannati all'ergastolo o a 30 anni. Romano era stato inizialmente condannato a 25 anni dalla Corte d'Assise di Messina; in appello la pena era stata ridotta a 18 anni e 8 mesi. La Cassazione aveva poi annullato per un vizio procedurale la sentenza trasmettendo gli atti alla Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria che aveva confermato la pena di 18 anni e otto mesi.

La V sezione della Cassazione aveva in seguito rigettato il ricorso della difesa confermando la condanna e disponendone il trasferimento in carcere. Il difensore di Romano aveva però ottenuto il processo di revisione sulla base di alcuni elementi che non erano stati valutati in precedenza dai giudici. Ora la corte di appello di Catanzaro ha assolto Romano "con ampia formula" ordinandone "l'immediata scarcerazione".

Romano era stato indicato come il mandante dell'omicidio Stracuzzi da due collaboratori di giustizia i quali avevano anche sostenuto che avrebbe indicato la vittima ai due killer. Secondo l'accusa l'imprenditore avrebbe fatto uccidere Stracuzzi per vendetta avendo quest'ultimo bastonato uno dei suoi, ma durante l'ultimo processo è stato dimostrato che il pestaggio non avvenne mai.




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