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lunedý, 24 luglio 2017

Sicilia, si vota per il candidato del M5s
a Palermo uno show con l'annuncio

Luca Ciliberti / 
E' il giorno delle regionarie. Domenica la convention con Grillo e Casaleggio, megapalco e maxischermi. Polemiche sulla gestione del portale Rousseau

Oggi si vota per scegliere i candidati che formeranno la lista e rappresenteranno il Movimento 5 stelle alle elezioni regionali siciliane 2017. La votazione su Rousseau è scatta alle 10 e si concluderà alle 19, come spiega il blog di Beppe Grillo. 

Tra meno di una settimana il M5s siciliano dunque sceglierà il candidato alla presidenza della Regione. I pentastellati, entrati quasi cinque anni fa all’Ars, con la storica e simbolica marcia dei cittadini comuni, vogliono migliorare i risultati delle ultime regionali, nonostante il calo nei consensi registrato alle ultime amministrative proprio dal partito di Grillo e Casaleggio.

La rete sarà come sempre protagonista dei passaggi di selezione e scelta, dapprima dei 62 aspiranti candidati deputati e poi nella selezione del candidato presidente che il M5s metterà in campo.

Il nome sarà comunicato domenica prossima con una convention all’americana su un grande palco open allestito all’interno del Castello a mare di Palermo. Prevista una platea con 1.600 posti a sedere, un palco centrale con due maxischermi laterali, sette tribunette disposte a mezzaluna sulle quali siederanno i vincitori del primo step di selezione, ultimato il giorno prima, i tanti parlamentari nazionali del M5s che arriveranno a Palermo, tra questi anche Luigi Di Maio, Davide Casaleggio e Beppe Grillo.

Uno show che comincerà alle 19.30 e che durerà circa un’ora e mezza nel quale sarà svelato il nome che correrà alla poltrona di presidente della Regione siciliana per il Movimento alle prossime elezioni del 5 novembre. In pole position c’è sempre Giancarlo Cancelleri, deputato regionale uscente e primo storico portavoce del 5 stelle all’Ars, sostenuto instancabilmente dall’eurodeputato Ignazio Corrao. Nell’immaginario comune sono il “Dima” e il “Dibba” siciliani, tenuti in considerazione non solo tra i confini dell’Isola ma anche a Roma e a Bruxelles, dove entrambi partecipano alle riunioni per scrivere il programma del Movimento.

Gli unici nomi che potrebbero insidiarlo in termini di preferenze potrebbero essere altri due uscenti, Valentina Zafarana e Francesco Cappello. E poi ci sarà da decifrare i movimenti del gruppo, se ancora esiste, del deputato Riccardo Nuti riferimento ai palermitani coinvolti nello scandalo “firme false” e, secondo gli attivisti siciliani, responsabili del flop del M5s alle ultime amministrative a Palermo. La gestione delle “Regionarie” passa tutto per la nebulosa piattaforma della fondazione Rousseau, nata su iniziativa di Casaleggio, che si alimenta di donazioni e sulla quale proprio in questi giorni, dopo la pubblicazione di un articolo de Il Messaggero, piovono ulteriori polemiche a causa di un finanziamento di 14 mila euro da parte dell’associazione M5s Caltanissetta. I diretti interessati smentiscono categoricamente, sostenendo "che l'associazione non esiste, che si tratta di un gruppo di cittadini con un solo consigliere comunale, dunque difficile anche solo pensare a una donazione così importante". Ulteriore testimonianza che sulle elezioni siciliane sono puntati gli occhi di tutta Italia.

Il portale che gestisce il sistema operativo del M5s ha raccolto le candidature e le video-presentazioni degli aspiranti candidati, oltre 700. Le selezioni avverranno su base provinciale. Polemiche che non scalfiscono i 5stelle siciliani, che in post sul blog di Beppe Grillo, anticipato dalle pagine de La Sicilia, parlano di "rivoluzione gentile": "Con il M5S, un cittadino normale può proporsi e sottoporsi al voto di altri cittadini, che lo valuteranno, e statene certi che lo faranno, sulla base delle competenze, del curriculum e del modo di porsi: è quasi una selezione darwiniana, insomma. E' chiaro che un metodo del genere applicato al Pd, a Forza Italia o ai partiti in generale genererebbe la scomparsa dei notabili che da 20, 30 o anche 40 anni siedono nei vari parlamenti e nelle istituzioni, quindi la parola d'ordine è denigrare questo metodo. Il Pd ci accusa, ad esempio, che siamo solo click, dimenticandosi delle loro disastrose primarie, dove cinesi, immigrati e "donatori di 2 euro" vengono ripresi dalle telecamere di tutte le televisioni nazionali. Ma quei click non sono frutto di un algoritmo. Dietro ogni voto online c'è un volto, una vita, una storia".

E il post conclude: "Conquistare la fiducia dei cittadini non sarà facile, lo sappiamo bene, ma voglio ricordare a tutti che il voto è come un martello, voi dateci il martello e noi inchioderemo i responsabili dello sfacelo che ci circonda alle loro responsabilità, li inchioderemo ai loro sontuosi stipendi, ai loro privilegi, al lavoro che non hanno mai dato e alle strade che non hanno mai costruito né sistemato".

Twitter: @LucaCiliberti
Luca Ciliberti




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