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martedý, 26 settembre 2017

Pubblicato: 29/06/2017

"L'accoglienza sia nazionale"


ROMA - "L'anno scorso, con un'affluenza record di 186mila migranti abbiamo retto; quest'anno c'è un forte aumento delle presenze e questo può creare seri problemi, anche se il nostro Paese ha sempre dimostrato di essere accogliente. Ma ci sono dei limiti che non possono essere superati, per questo lavoriamo per un'accoglienza uniforme e per questo abbiamo chiesto al Viminale di attivare le modalità dello Sprar (Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr) con un intervento diretto dei sindaci, perché i prefetti il più delle volte non hanno contatti con le comunità. Il sindaco viene eletto dai cittadini, il prefetto no".

A parlare è il presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, che spiega l'evolversi di una situazione che da anni vede il nostro Paese alle prese con un'emergenza sempre più grave.

"Ci sono territori che non hanno ne Sprar ne Cas (Centri di accoglienza straordinaria, ndr)", puntualizza il leader dei Sindaci. "Se quindi riuscissimo a distribuire i flussi di migranti su tutto il territorio nazionale si potrebbe 'reggere' meglio. Non bisogna più incappare in casi come quello di Cona, una cittadina di 3mila abitanti che di colpo si è vista arrivare 1400 migranti: quella non è integrazione".

Negli ultimi mesi è anche piovuta sulla testa dell'Anci l'accusa di 'buonismo'. "Noi non ci siamo posti questo problema, e so bene che all'interno dell'Associazione ci sono sindaci che la pensano diversamente da me. Ripeto - ribadisce il presidente Anci - il problema dell'accoglienza è nazionale e io sono convinto che la distribuzione vada fatta anche sul resto delle nazioni europee. Sulla base del numero di arrivi noi come Anci cerchiamo di collaborare, non è un atteggiamento buonista, cerchiamo di dare una mano per distribuire i migranti sul territorio per non far cadere problema solo sui comuni che hanno aderito allo Sprar o che hanno un Cas sul proprio territorio. Ma chiarisco anche che non è un obbligo aderire allo Sprar. Abbiamo cercato di aiutare tanti sindaci, evitando casi limite come quelli di Cona, Bagnoli e tanti altri ancora".

La clausola di salvaguardia (3 migranti ogni 1.000 abitanti, ndr) "è frutto di un accordo importante con il Viminale, ma, ad esempio, in provincia di Roma in questo momento ci sono 250 comuni che non hanno nessuna accoglienza. E' solo un esempio. Noi spingiamo i prefetti a guardare anche altrove, come ho fatto per la città di Roma, che ha una pressione migratoria altissima".

"La provocazione del governo di chiudere i porti è un modo per attirare l'attenzione dell'Ue", osserva Decaro. "L'anno scorso sono arrivati 186 mila migranti, numero che quest'anno supereremo largamente. Poi non bisogna dimenticare che a questi numeri vanno sommati gli arrivi degli anni precedenti, come i 150mila del 2015. L'ipotesi del blocco navale è una provocazione nei confronti dell'Ue ma i dati in nostro possesso ci dicono anche che ci sono state 2.500 persone morte in mare".




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