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mercoledý, 23 agosto 2017

"Le Ong danno segnali luminosi ai barconi"

Pesanti accuse della guardia costiera libica alle navi delle organizzazioni non governative: "Indicano ai trafficanti la direzione verso le imbarcazioni di salvataggio, il viaggio dei migranti sui barconi dura solo poche ore"
gommone

IL CAIRO - La Guardia costiera libica torna a puntare il dito contro le "ong europee" fra le cause dell'aumento del flusso di migranti verso l'Italia. Secondo una nota diffusa dalla Guardia costiera navi di organizzazioni non-governative usano in alcuni casi anche "segnali luminosi" per "indicare alle imbarcazioni dei trafficanti la direzione verso le navi di salvataggio".

"I trafficanti sanno che il viaggio dei migranti non dura che poche ore e che le navi delle ong usano in alcuni casi segnali luminosi notturni per indicare alle imbarcazioni dei trafficanti la direzione verso le navi di salvataggio", si sostiene in un comunicato pubblicato la notte scorsa dalla "Guardia costiera e sicurezza portuale" libica su Facebook.

"Si è notata un'intesa presenza di ong europee nella regione settentrionale di Sabratha, cosa che ha costituito una delle cause che hanno portato all'aumento del numero degli immigrati", premette il comunicato. Dopo aver denunciato l'uso delle segnalazioni luminose, la Guardia costiera libica ha sostenuto inoltre che "le navi dei trafficanti sfruttano pertanto questa strategia per aumentare le probabilità di successo del proprio business, sapendo che le ong effettuano operazioni umanitarie di salvataggio in mare dei migranti". Già in passato la Marina libica, da cui dipende la guardia costiera, aveva più volte accusato le ong di essere un fattore di stimolo del traffico dei migranti.

La Guardia costiera libica ha preso "diverse misure di contrasto" al traffico di migranti, fornendo dettagli su pattugliamenti di alcune motovedette che vengono utilizzate anche oltre i limiti delle proprie capacità. "L'aumento del numero delle imbarcazioni dedite all'immigrazione illegale nel Mediterraneo e delle relative denunce ha portato all'assunzione di diverse misure di contrasto da parte della Guardia costiera" e "al rafforzamento dei pattugliamenti marittimi", si afferma nella nota.

"In particolare la motovedetta Tellil appartenente alla centrale operativa" di "Zawia, nel settore occidentale, è stata assegnata all'effettuazione di pattugliamenti continui, attraverso i quali ha effettuato operazioni di salvataggio di 147 migranti illegali durante le festività dell'Eid", viene aggiunto con riferimento ai giorni di festa di fine Ramadan conclusosi lunedì.

"La motovedetta Al Anqa 3", della "centrale di Zuara è stata incaricata" di compiere "pattugliamenti nella regione occidentale attraverso i quali ha effettuato salvataggi di 120 migranti", si segnala fra l'altro nel comunicato. "La motovedetta Zuara è stata incaricata di fare rotta verso la regione occidentale e di rimanervi per più di 30 ore consecutive, nonostante essa sia idonea alla navigazione per un numero di ore limitate, e non per giorni. Tuttavia, grazie all'impegno degli uomini della guardia costiera libica, è stata comunque impiegata in mare per giorni consecutivi".

"La motovedetta Zawia è stata assegnata alla navigazione nella regione occidentale per l'effettuazione di pattugliamenti e per l'applicazione della legge nelle acque territoriali libiche e il sostegno alle operazioni di ricerca e soccorso", informa ancora la nota segnalando che "si tratta di un'imbarcazione presa in consegna dal lato italiano" (quindi una delle quattro restituite dall'Italia alla Libia).

"Nei prossimi giorni arriverà una nave officina mobile italiana per fornire manutenzione e supporto tecnico alle motovedette consegnate nonché assistenza agli effettivi della guardia costiera e della sicurezza portuale in ambito tecnico", annuncia il comunicato.




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