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lunedý, 24 luglio 2017

Sorride il centrodestra, a Parma confermato Pizzarotti


ROMA - Dalla città della Lanterna all'antica Magna Grecia: il centrodestra unito è tornato. E' questo il dato più eclatante, e in alcune città clamoroso, che emerge dalle proiezioni in corso nei 22 capoluoghi di Regione e Provincia dopo il secondo turno delle amministrative 2017.

Un turno "funesto" per il Pd di Matteo Renzi che assiste alla storica caduta di Genova, città da sempre amministrata da sindaci "rossi", e vede perlomeno ribaltato il risultato ottenuto nel 2012 negli stessi Comuni. E il voto di oggi vede allo stesso tempo rinvigorita quell'alleanza Fi-Lega Nord-Fdi che, a livello nazionale, da tempo appare fragilissima. "Notizie positive, andiamo a governare", esulta Matteo Salvini "vedendo" un centrodestra a trazione leghista.

Genova, tra i 22 capoluoghi in ballo, segna il risultato simbolicamente più importante dei ballottaggi: più di undici punti separano il candidato del centrodestra Marco Bucci dall'avversario del centrosinistra Gianni Crivello: è la conferma che il cosiddetto "modello Toti", dopo la conquista della Regione, mantiene il suo appeal. E il centrodestra, stando alle proiezioni, avanza a La Spezia - altra roccaforte del centrosinistra - Lodi e Pistoia. Prende, di fatto, l'emiliana Piacenza e la veneta Verona, dove Federico Sboarina ha oltre 15 punti di vantaggio su Patrizia Bisinella, compagna dell'ex sindaco Flavio Tosi e sostenuta dal Pd. E conquista Sesto San Giovanni, l'ex Stalingrado d'Italia. E' una valanga, quella del centrodestra, che vede tra l'altro vicini alla vittoria candidati tutt'altro che moderati, come Alessandro Tomasi a Pistoia e Pierluigi Biondi a L'Aquila, entrambi in "quota" Fdi.

Proprio nel capoluogo abruzzese si registra una probabile debacle per il centrosinistra: il primo turno si era concluso con un netto vantaggio di Americo Di Benedetto, al ballottaggio, si registra un possibile ribaltamento a favore proprio del centrodestra. Centrodestra che, inoltre, conquista Catanzaro con Sergio Abramo e Lecce con Carlo Maria Salvemini. Potrebbe, invece, fermarsi a Padova e Lucca: in entrambe le città il risultato è in bilico ma vede in vantaggio i due candidati di centrosinistra, Sergio Giordani e Alessandro Tambellini. Esito in bilico anche a Taranto, tra Rinaldo Menucci (centrosinistra) e Stefani Baldassarri (centrodestra).

Toccherà a Renzi tirare le fila del post-sconfitta: ma il rischio è che la debacle mini, in maniera corposa, la sua leadership. Se, infatti, il renzianissimo Andrea Marcucci motiva la sconfitta con il fatto che l'elettorato M5S "abbia scelto la destra" da Mdp arrivano già i primi fendenti in chiave leadership di coalizione: "la destra è forte. O si cambia o si muore", è il tweet di Arturo Scotto. Dall'altra parte è Toti ha mandare un chiaro messaggio a Salvini e Silvio Berlusconi: "è un risultato storico, il centrodestra ne faccia tesoro". Mentre Giorgia Meloni twitta: "uniti si vince, è il nostro tempo".

E il M5S? Si "consola" con la vittoria di un ballottaggio sui due capoluoghi in ballo, conquistando Carrara con Francesco De Pasquale. Ma a Parma a festeggiare è anche il simbolo del dissenso interno al Movimento: trionfa Federico Pizzarotti con la sua lista "effetto Parma". E chissà che dall'Emilia non nasca un'embrione di una lista nazionale con gli ex M5S in trincea.




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