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martedì, 26 settembre 2017

Grasso dice no: "Non mi candido"
Crocetta rilancia: "Ho salvato la Sicilia"

Il presidente del Senato non correrà per la poltrona di Palazzo d'Orleans: "Dopo una lunga riflessione ho dato la precedenza al mio ruolo attuale"

PALERMO - "Il mio impegno e il mio amore per la Sicilia non smetterà di esprimersi in ogni forma e in ogni sede anche nazionale, ma i miei doveri istituzionali attuali mi impongono di svolgere, finché necessario, il mio ruolo di presidente del Senato". Con queste parole Piero Grasso, dopo un lungo colloquio col sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha annunciato di "voler declinare la proposta giunta dagli organismi regionali e nazionali del Pd di candidarsi a Presidente della Regione Siciliana alle prossime elezioni".

Insomma Palazzo d'Orleans? No grazie. La decisione della seconda carica dello Stato è stata affidata ad una nota diffusa dal suo portavoce: "nel corso del colloquio tra Grasso e Orlando sono state affrontate - si legge - tutte le implicazioni politiche e istituzionali di tale scelta, soprattutto in relazione al delicato momento della Legislatura e ai prossimi impegni del Senato della Repubblica su temi importanti per il Paese quali ad esempio la Legge elettorale e la Legge di Bilancio".

"Dopo una lunga riflessione - conclude la nota - Grasso e Orlando hanno quindi convenuto, stante le condizioni attuali, sulla impossibilità di proseguire sull'ipotesi di candidatura proposta dal Pd". Adesso dunque nel centrosinistra si riapre la corsa alla ricerca di un candidato che era stata congelata in attesa della risposta di Grasso. Ritorna alla carica il governatore Rosario Crocetta: "avevo aderito con sincerità e lealtà al progetto Grasso Presidente. E credo che non esistano precedenti di presidenti della Regione uscenti, che abbiano dimostrato tanta lealtà nei confronti del proprio partito e della coalizione con la quale ha governato", dice.

Poi però incalza: "occorre adesso riprendere il confronto unitario, partendo dalla valutazione del grande lavoro che è stato svolto alla Regione in questi anni e che ha salvato la Sicilia". E avverte: "la Regione non può essere affidata a pericolose avventure di governo che ripropongono gli schemi di quel passato che l'hanno distrutta. Indietro non si torna e tale consapevolezza mi spinge a lottare e a impegnarmi con maggior vigore, fino in fondo, per fare della Sicilia una delle terre più avanzate e più ricche d'Europa, in un percorso di trasparenza e legalità".

Dal canto suo Orlando, che proprio nei giorni scorsi ha annunciato l'inizio di un percorso per la creazione di una "Lista dei territori", chiede ora "l'avvio di un indispensabile ampio processo partecipato che miri ad individuare un quadro programmatico di interventi in discontinuità chiara e concreta con l'attuale assetto regionale".

Il sindaco neo rieletto esprime a Grasso apprezzamento per avere ribadito che 'finché necessario' proseguirà nel proprio ruolo di Presidente del Senato" e ribadisce la richiesta di "costruire un campo largo di realtà sociali e politiche che dia una prospettiva di futuro alla nostra Regione". Snocciola poi quali potrebbero essere "i temi della proposta programmatica che dovranno affrontare nodi irrisolti del sinora inadeguato o distorto utilizzo della speciale autonomia e dovranno contribuire a liberare la Sicilia da improprie presenze a servizio di interessi particolari e di ostacolo a diritti e prospettive di chi non ha (lavoro, casa, salute) e di chi produce (formazione, cultura, sviluppo economico, impresa). Successivamente candidature e ruoli".

Di "assoluta discontinuità con il passato per dar vita ad un progetto che garantisca la crescita della Sicilia", parla anche il presidente del Pd siciliano Giuseppe Bruno. "A questo punto non c'è più tempo da perdere, per non consegnare la Sicilia al degrado e al malaffare, invito il centrosinistra - dice il segretario nazionale dell'Idv Ignazio Messina - a convocare una riunione programmatica e indire entro fine luglio primarie di coalizione per scegliere, insieme ai cittadini, sia il candidato che la squadra e non in base all'appartenenza ma all'onestà e alla competenza".




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