Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
mercoledý, 18 ottobre 2017

Pubblicato: 18/06/2017

Etna chiama Leoluca Orlando

Luca Ciliberti / 
Il retroscena. "Civismo politico" giÓ in fase avanzata nei Comuni dell'hinterland di Catania, giovani sindaci ed ex autonomisti insieme sul modello Palermo per incidere sulla nuova Ars

Basta una foto. Uno scatto che, insieme ai numeri, rivela un quadro politico che comincia a prendere forma sotto l'Etna. Un piccolo tassello in un puzzle più grande e più importante che è la campagna elettorale per le prossime regionali. Lui è Giuseppe Zitelli, vicesindaco di Belpasso, ex consigliere provinciale vicino al movimento di Lino Leanza (dettaglio non indifferente) e aspirante deputato regionale. L'occasione è l'inaugurazione della segreteria elettorale. E non è un caso.

Chi fa lo scatto e lo pubblica sui social network con grande enfasi è proprio il primo cittadino di uno dei Comuni più importanti della zona Sud del vulcano, per estensione e per bacino di voti. Un bagno di folla. Alla destra del candidato il volto che non ti aspetti: il neo sindaco di Paternò, Nino Naso, che si smarca pubblicamente dal suo main sponsor Anthony Barbagallo, così come ha fatto l'ex vicesindaco Marco Corsaro in una nota stampa diffusa nelle ultime ore.

Eccolo che prende forma il partito dei sindaci made in Catania città metropolitana. Un movimento che mette insieme una compagine omogenea di liste civiche e movimenti che alle ultime amministrative ha trovato un asse politico amministrativo solido e reale: Belpasso-Paternò-Misterbianco.

Il primo cittadino della città dei torroncini, Carlo Caputo, già da anni ha dato vita all'esperienza di Rete Comune, con lui i sindaci di Camporotondo Etneo e Ragalna, oltre a numerosi amministratori tra Santa Maria di Licodia, Aci Castello e Misterbianco. E proprio sopra il Campanarazzu, al giovane Marco Corsaro e a Rossella Zanghì (ex stretta collaboratrice di Leanza), sconfitti dall'evergreen Nino Di Guardo, resta un buon 30% di preferenze che non sembra esaurirsi con la chiusura delle urne e potrebbe essere messo al servizio di un progetto politico più ampio che confluirebbe, naturalmente, ne “La rivoluzione silenziosa del civismo politico” di cui parla Leoluca Orlando in una riflessione scritta di suo pugno e pubblicata in prima pagina su La Sicilia di oggi.

“Le ultime amministrative hanno visto visto con la mia elezione a sindaco di Palermo e con altrove con altri colleghi l'affermazione (l'esplosione) di liste di candidature a primo cittadino maturate al di fuori dei partiti e dei movimenti nazionali – analizza - Aggiungo per completezza che nei pochi casi in cui i risultati di partito sono stati soddisfacenti e determinanti per la vittoria di una coalizione, si è verificato una sorta di effetto “trascinamento” al contrario”.

Il professore rilancia, dunque, si fa portavoce e portabandiera di un popolo che dal territorio guarda i palazzi delle istituzioni convinto di poter portare la propria esperienza al servizio della politica. “Penso alle ex province in cronica condizione di confusione legislativa, alla gestione di acqua e rifiuti, a un sistema sociosanitario inefficiente. Oggi qualcosa è cambiato e gli amministratori locali non voglio più sentirsi impotenti. Vogliamo metterci a disposizione del progetto di civismo politico nella consapevolezza che sarà elemento decisivo per le prossime competizioni elettorali”.

Dalla teoria alla pratica. L'osservatorio privilegiato è ancora l'Anci, che Leoluca Orlando guida a livello regionale e che Enzo Bianco, sindaco di Catania, rappresenta sul piano nazionale. Sotto il vulcano l'idea di Leoluca Orlando troverebbe una macchina organizzativa rodata. Sembra, infatti, che il fil rouge su cui si stia costruendo il nuovo progetto civico, sia proprio la matrice Leanza-autonomia, fatta di dirigenti politici, amministratori e simpatizzanti che non sono riusciti a ricollocarsi. La prematura scomparsa dell'ex leader di Articolo 4 ha indubbiamente lasciato un vuoto politico che fino ad oggi non è stato colmato. L'ex deputato regionale contava su una fitta rete di contatti e di consensi proprio nei Comuni pedemontani e nell'hinterland etneo.

Proposta e offerta. Manca l'incontro. Una stretta di mano che aprirebbe nuovi scenari in tutta la provincia di Catania a pochi mesi dal voto delle regionali e con un'Ars ridotta che, per la prima volta, eleggerà 20 deputati in meno.

Twitter: @LucaCiliberti




Per commentare l'articolo Ŕ necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, Ŕ possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso Ŕ necessaria la verifica, basterÓ cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.