Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
domenica, 25 giugno 2017

Pubblicato: 18/06/2017

La Vardera spacca "Noi con Salvini"

Il movimento della Sicilia occidentale accusa Pagano: "Ci ha danneggiato, sua la scelta di candidare un giullare". E chiede l'intervento della Lega . La replica: "Abbiamo messo radici"

PALERMO - "Le deludenti elezioni palermitane hanno evidenziato che se non si conosce il territorio si compiono dei disastri. La comunità militante palermitana del movimento 'Noi con Salvini' chiede l'intervento dei vertici della Lega. L'onorevole Alessandro Pagano ha agito di testa sua decidendo, contro la nostra opinione, di presentare ai vertici della lega un ragazzetto rivelatosi alla fine un giullare che ha danneggiato l'immagine del partito a Palermo".

È uno dei passaggi di un documento firmato dai militanti del movimento di Salvini delle province di Palermo e Caltanissetta e discusso oggi nella sede del comitato palermitano durante un'assemblea di sostenitori. Nel documento si definisce "Un flop il risultato della lista, nemmeno il 3% ottenuto con tre simboli insieme - si legge - Pagano ci ha commissariato, vietando l'utilizzo del simbolo per qualunque tipo di manifestazione. Il coordinamento regionale non è stato in grado di offrire una proposta politica credibile, rinunciando a battere su tematiche sovraniste e identitarie per paura di perdere il voto moderato e mettendo insieme a pochi giovani volenterosi tanti vecchi della politica molto vicini a tutto quel mondo che ha già amministrato Palermo e la Sicilia in generale".

C'è rabbia contro Pagano, accusato di aver "tenuto la base ai margini del partito sostenendo più volte la nostra inutilità a fini elettorali".

"Non possiamo chiedere le dimissioni di Pagano - dice Francesco Vozza - ma il partito faccia un'analisi su quanto successo e Pagano se ne assuma la responsabilità. Ho sentito il segretario nazionale del movimento, Angelo Attaguile, che si è detto molto rammaricato della situazione".

Non ci sta il diretto interessato, che rivendica il lavoro svolto per fare crescere il movimento in Sicilia. "A Palermo e in provincia siamo partiti da zero e oggi grazie all'impegno dei nostri militanti e alla fiducia di tanti cittadini abbiamo una classe dirigente capace e pronta a portare avanti i valori e gli ideali del nostro movimento e di Matteo Salvini".

"A Palermo - afferma Pagano - abbiamo tenuto la nostra prima riunione post elezioni, molto partecipata, dove i nostri candidati, rappresentanti locali e militanti hanno manifestato entusiasmo e piena condivisione del percorso intrapreso. Prima non esisteva nulla, se non una gestione personalistica, oggi abbiamo messo radici a Palermo e i candidati consiglieri sono pronti per lavorare nella struttura di partito".

"Abbiamo fatto il punto - continua Pagano - anche sui risultati ottenuti nella provincia. 'Noi con Salvini' per la prima volta si è affacciato in tante realtà amministrative, in Comuni dove non avevamo storia e strutture e, dove ora, siamo riusciti ad eleggere consiglieri comunali. A differenza di molti altri storici partiti, in soli quattro mesi e con il prezioso contributo dei nostri rappresentanti locali, come il 'commissario dei comuni al voto' Salvino Caputo, abbiamo suggellato la nostra presenza sul territorio. Il Sud e la Sicilia hanno risposto e guardano a Salvini con speranza. Ora andiamo avanti per consolidare il nostro radicamento e ci prepareremo alle prossime scadenze elettorali".




Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.