Se Grasso si candida io lo sostengo"" /> Se Grasso si candida io lo sostengo""> Crocetta: "Questa crisi non esiste <br>Se Grasso si candida io lo sostengo"
Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
domenica, 25 giugno 2017

Crocetta: "Questa crisi non esiste
Se Grasso si candida io lo sostengo"

Il presidente risponde alla fuga di Centristi e Ap dal governo regionale: "Non c'è alcun motivo per comportarsi così a 4 mesi dalle elezioni. Pistorio? Frasi vergognose, e nessuno mi ha appoggiato"

CATANIA - "Non vedo il motivo di aprire questa crisi adesso, a poco più di quattro mesi dalle elezioni". Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, spiega al quotidiano La Sicilia la sua posizione dopo l'annuncio dell'uscita da maggioranza e governo dei Centristi per l'Europa e di Alternativa popolare, anche se ufficialmente ancora nessuno dei tre assessori in giunta dei due partiti si è dimesso dall'incarico.

Tra le motivazioni adottate la ricandidatura di Crocetta, che non appoggeranno. In Sicilia per le Regionali si vota a novembre. "Per me non esiste proprio, questa crisi - ribadisce il governatore -. Non ha alcun fondamento: non ho posto problemi politici, non ho fatto ricatti, e ne avrei potuti fare, non ho mai detto 'mi ricandido' e 'chi non mi vuole esca dal governo'. Non ho mai legato il sostegno alla mia eventuale ricandidatura alla permanenza dei partiti nel mio governo. Un governo non si fonda sulle future candidature, ma su un programma".

Crocetta ritorna sulla richiesta di dimissioni da lui avanzate nei confronti del suo assessore alle Infrastrutture per 'frasi omofobe' registrate in un'intercettazione, che Giovanni Pistorio ha consegnato "nelle mani del suo partito", i Centristi per l'Europa. "Sono frasi e situazioni vergognose - dice -, rispetto alle quali nessuno ha preso le distanze o mi ha dato solidarietà, soltanto i Verdi l'hanno fatto. Io non voglio accusare nessuno, chi ha la coscienza pulita non ha alcunché da temere".

Il presidente in un successivo comunicato fiume si dice sbalordito: "Apprendo da qualche giornale che addirittura la mia richiesta di dimissioni dell'assessore Pistorio sarebbe una mia mossa finalizzata a ostacolare la candidatura di Piero Grasso. Voglio essere chiaro, già 5 anni fa quando si profilava la candidatura di Grasso io dissi a Piero che ero disponibile fin da allora a ritirare la mia, per sostenere la sua. Fu Grasso 5 anni fa a declinare l'invito dicendo 'avete già Crocetta'. Con estrema chiarezza dico che se il candidato dovesse essere Grasso, sarò il suo primo e leale sostenitore poiché una presidenza Grasso sarebbe in linea con la mia visione politica".

Dunque "dietro la richiesta di dimissioni non c'è un mio progetto politico. Dietro quella richiesta di dimissioni c'è soltanto la legittima richiesta di un presidente che non può più fidarsi di un collaboratore, che ha una visione culturale e politica antitetica a quella del presidente su questioni che attengono la difesa di diritti inviolabili delle minoranze. Diventerei incomprensibile al mondo se non lo avessi fatto. Ciò che mi ha offeso è che un mio delegato potesse pensare persino che una scelta pubblica del presidente, potesse essere influenzata da motivazioni effimere quanto inesistenti. Tutto ciò, ovviamente, compromette il rapporto di collaborazione. Mi sono chiesto in questi giorni come avremmo potuto io e Giovanni Pistorio continuare a collaborare, ritrovarci in giunta, col pensiero che la persona pensasse di me quelle cose. Ma non solo di me, ma che avesse quell'idea della vita e quei pregiudizi su quelle minoranze per le quali mi sono battuto e continuo a battermi".

Tornando alla vicenda politica Crocetta si riferisce nuovamente alle recenti uscite dalla maggioranza: "Ho sempre ritenuto che la coalizione dovesse, dopo le
amministrative di Palermo, cominciare a discutere della nuova candidatura unitaria del presidente della Regione e ho sempre rassicurato gli alleati, a partire dal segretario del Pd Raciti, che non ci sarebbe stata da parte mia una sorta di verifica di fedeltà a Rosario Crocetta, per continuare l'esperienza di governo. Devo dire con altrettanta chiarezza che già da diversi mesi i centristi di D'Alia hanno più volte manifestato l'idea di non volermi sostenere alle prossime elezioni e persino di rivendicare una loro candidatura. Lo hanno fatto anche altri alleati della coalizione e persino del Pd. A nessuno di loro ho chiesto, come avrebbe fatto chiunque, una dichiarazione di fedeltà".

Il governatore ritiene "però legittimo che il presidente uscente possa rivendicare il diritto a proporre anche la propria candidatura, per il grande lavoro svolto in questi anni. L'uscita dei centristi dal governo non è una presa di distanza nei miei confronti, che già c'è stata da tempo, ma un volere tenere le mani libere rispetto al Pd e alla coalizione di centro sinistra, come dire o il prossimo presidente è espressione dei centristi, oppure non si fa nulla".

Crocetta sostiene che "questa volta può chiedermi mediazioni. La mediazione in politica è necessaria, ma non può essere fatta quando è in gioco la dignità delle persone. La dignità non è negoziabile e non può essere tema di trattative".




Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.