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martedý, 24 ottobre 2017

Via Ap e Centristi. Pistorio: "Mi dimetto"


CATANIA - Anche Alternativa popolare, dopo i Centristi per l'Europa, uscirà dal governo Crocetta. Lo annuncia il coordinatore regionale del partito, il sottosegretario Giuseppe Castiglione, che ufficializzerà domani la decisione, a cui faranno seguito le dimissione dell'assessore tecnico in giunta, Carlo Vermiglio, con delega ai Beni culturali.

"Il nostro ingresso al governo della Regione siciliana - spiega Castiglione - è avvenuto da poco e puntava a realizzare una stagione di riforme per l'Isola, che non si è mai aperta. Domani ufficializzeremo la nostra posizione. Stima assoluta per Pietro Grasso, ma noi in Sicilia, come diciamo da tempo, avremo un nostro candidato". 

Dunque è fuga dalla giunta. Solo poche ore prima si erano defilati i Centristi, dopo la querelle tra Crocetta e l'assessore Giovanni Pistorio (con annessa richiesta esplicita di dimissioni). "Sinceramente, a noi di quello che è accaduto tra Pistorio e Crocetta non frega proprio nulla", ha spiegato Gianpiero D'Alia, che ha presenziato a Catania al coordinamento regionale del suo partito. "Sono fatti chiari, già chiariti e che non hanno dal nostro punto di vista alcun rilievo politico".

All'appello mancavano i due assessori regionali espressione dell'ex Udc, Giovanni Pistorio e Carmencita Mangano. Ma il leader dei Centristi per l'Europa ha ribadito gli stessi concetti espressi il mese scorso durante la trasmissione "Faccia a Faccia Politico" su Antenna Sicilia. La scelta, maturata ormai da tempo, è quella di scaricare Crocetta e il suo governo.

"Noi abbiamo deciso nell'ultima assemblea regionale dei Centristi per la Sicilia - ha aggiunto D'Alia - di fare una riflessione e una valutazione sulla nostra permanenza al governo e sulla prosecuzione del sostegno a Crocetta dopo l'approvazione della legge finanziaria regionale. Poiché riteniamo che Crocetta non ci potrà guidare alle prossime elezioni regionali, è corretto non stare in un governo presieduto da chi non sarà il nostro candidato a presidente della Regione. Penso che questa sia una scelta chiara, lineare, senza polemiche".

Alla fine le dimissioni di Pistorio, tanto sollecitate dal governatore per "frasi omofobe" finite in un brogliaccio di intercettazioni, arriveranno. Ma saranno politiche e non legate a quelle frasi che l'assessore ha definito "discorsi da osteria". Pistorio, infatti, rimetterà la sua delega: "Le dimissioni? Certo che le darò, ma le consegnerò al mio partito, non a Crocetta".

"Questa stagione politica emergenziale - ha detto ancora D'Alia - si è già conclusa da tempo. Noi abbiamo interesse a proseguire la collaborazione con il Partito democratico così come l'abbiamo a Roma. E' chiaro che faremo una riflessione su come farlo, con chi farlo e su quali programmi".

Durante la stessa riunione, il coordinamento regionale ha chiesto ufficialmente agli assessori regionali di dimettersi e ha invitato il segretario regionale Adriano Frinchi e il capogruppo all'Ars Marco Forzese ad avviare, dalla prossima settimana, le consultazioni con il Partito democratico per fissare i punti del programma della prossima legislatura e individuare il prossimo candidato governatore della Regione.

"Mi auguro - ha concluso D'Alia - che anche gli alleati facciano lo stesso tipo di riflessione se ritengono che bisogna già da subito lavorare a una nuova prospettiva per le prossime regionali. La decisione, sofferta, è quella di non continuare questa esperienza di governo per correttezza e lealtà nei confronti di Crocetta"

"Riteniamo chiusa - conferma Marco Forzese, capogruppo di Centristi per la Sicilia all'Ars - questa esperienza politica e non guardiamo alle orchestrazioni di questi giorni. Si apre una fase nuova per il nostro partito che guarda alla sfida delle prossime regionali. Lo spazio politico del Centro e dei Moderati deve essere riconquistato nell'ottica di creare una forte alleanza di centrosinistra col Pd per vincere le elezioni siciliane con un programma e con un candidato presidente spendibile e concreto".

Twitter: @LucaCiliberti




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