Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
giovedì, 17 agosto 2017

Il boss Graviano contro Gigi D'Alessio
"Quell'infame ha rifiutato il mio invito"

Nelle intercettazioni il tentativo di ingaggio del cantante per una comunione: "Ma ad altri malavitosi ha detto sì"

PALERMO - "Graviano racconta che quando il figlio fece la prima comunione, nel 2006, e lui si trovava nel carcere di Spoleto, il ragazzo gli chiese se poteva ingaggiare Gigi D'Alessio, il quale, dopo avergli dato la disponibilità, rifiutò l'invito perché seppe chi era lui". E' la sintesi del racconto fatto dal boss palermitano Graviano, che non sapeva di essere intercettato, al detenuto con cui trascorreva l'ora d'aria nel carcere di Ascoli Piceno.

La vicenda è riportata dalla Dia e depositata agli atti del processo sulla trattativa Stato-mafia. "Graviano - proseguono gli investigatori - definisce il cantante 'pezzo di infame', perché aveva rifiutato il suo invito, mentre non aveva rifiutato quello dei Marcianise e di altri soggetti malavitosi".




Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.