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lunedý, 23 ottobre 2017

Pistorio, Crocetta e le frasi offensive
Scoppia un caso politico alla Regione

Inchiesta Trapani. L'assessore intercettato commenta in modo scurrile le trasferte del governatore a Filicudi. Chieste le sue dimissioni. La replica: "Non sono omofobo, non me ne vado"

PALERMO - Non è servito a distendere i toni l'incontro a Palazzo d'Orleans tra il governatore della Sicilia Rosario Crocetta e il suo assessore Giovanni Pistorio, espressione dei 'Centristi per l'Europa', in merito alle intercettazioni del componente della giunta finite nell'inchiesta 'Mare nostrum' della Procura di Palermo, in cui si accusa il presidente della Regione di aver chiesto più collegamenti da Palermo con Filicudi per interessi personali e sentimentali attraverso frasi che il presidente ritiene "omofobi".

Difficilmente, filtra da ambienti vicini al presidente della Regione, Crocetta "chiuderà questa storia come se nulla fosse successo".

Crocetta, riferiscono fonti a lui vicine, sarebbe rimasto turbato dall'intercettazione del suo assessore alle Infrastrutture perché lo avrebbe descritto come una specie di macchietta, che a tutti i costi voleva un collegamento con un aliscafo per Filicudi per incontrare un uomo per motivi sentimentali. Circostanza che il governatore smentisce categoricamente.

Sul caso specifico, poi, Crocetta ha commentato: "Come fa un assessore omofobo a stare in giunta con un presidente gay?".

"L'assessore Pistorio, che ho incontrato, mi ha detto che in quel dialogo intercettato c'erano parole da bar. In realtà è un linguaggio quello suo e dei suoi collaboratori omofobo. Non offende solo me, per essere chiari. Ma chi ha fatto una scelta differente da chi ritiene di rientrare nei parametri della cosiddetta normalità".

"Una riflessione su Giovanni Pistorio e le sue parole intercettate va fatta anche con le forze politiche di governo - aggiunge il presidente - A Pistorio ho solo chiesto spiegazioni rispetto al suo linguaggio. E mi pare giusto che mi prenda una pausa di riflessione".

"Battiato si dimise da assessore per molto meno, parlando di prostituzione in politica e quelle frasi furono interpretate come un'offesa alle donne. Leggere quel dialogo - dice Crocetta - mi ha causato grande sofferenza, sono stato tirato in ballo per un pettegolezzo da bar, per cose che non ho mai fatto, come dimostrato dalla stessa inchiesta visto che eravamo in qualche modo tutti intercettati. Dalle carte non emerge alcun mio comportamento di quel tipo, quello che è stato scritto da alcuni media è stato desunto dalle frasi pronunciate da Pistorio".

"Per quelle che l'assessore Giovanni Pistorio ha definito chiacchiere da bar sono stato sottoposto a un linciaggio mediatico per quindici giorni, persino con richieste di dimissioni da parte di Attaguile e Cancelleri che ovviamente denuncerò per diffamazione".

Immediata la replica dell'assessore Pistorio. "Non sono omofobo e non mi dimetto. Ho chiesto scusa al presidente Crocetta, gli ho espresso rammarico per le frasi sgradevoli, per il linguaggio da cafone che ho usato. Era solo gossip estivo. Mi rendo conto che le parole pronunciate in un contesto privatissimo se diventano pubbliche cambia tutto. Sono in imbarazzo e mi spiace avere creato amarezza al presidente. Quelle frasi non hanno alcun attinenza con la realtà, per quanto ho verificato non è stato commesso alcun illecito".

"Battiato si dimise perché disse delle cose in pubblico, la mia era una conversazione privatissima diventata di pubblico dominio perché è stata intercettata. Sono sereno, la mia attività di amministratore è inattaccabile. Ho sbagliato a dire quelle cose che mi imbarazzano e capisco che il presidente Crocetta ha il diritto a essere amareggiato e dispiaciuto".




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