Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
martedì, 22 agosto 2017

Pubblicato: 05/06/2017

Dall'Asp di Catania stop all'Hiv

Presentato un progetto per contrastare la diffusione del virus: "Test rapido e diagnosi precoce, campagna anche sui social network"

CATANIA - Dal 2009 al 2015 sono stati segnalati in provincia di Catania 835 casi di Hiv di cui 649 residenti, con una incidenza di 1 caso ogni 100.000. Secondo i dati ospedalieri negli ultimi 3 anni sono stati diagnosticati 203 nuovi casi di Aids.

Nel 2016 sono state 72 le nuove diagnosi. L'età media è di 39 anni per gli uomini e di 34 per le donne. L'80% sono italiani e circa il 82% uomini. Delle nuove diagnosi il 76% sono residenti a Catania.

La modalità di trasmissione nel 43% dei casi è stata eterosessuale, nel 32% dei casi bisessuale e nel 14,8% omosessuale, 2,5% per uso di sostanze e 1,5% per trasmissione verticale.

Sono i dati emersi dal progetto 'Stop-Hiv' presentato dall'Asp di Catania per contrastare la diffusione del virus seguendo due linee strategiche di intervento: offerta attiva del test rapido e diagnosi precoce.

"L'unico modo per affrontare il rischio Hiv è conoscere il fenomeno e aderire alle campagne di prevenzione primaria e secondaria - ha spiegato Giuseppe Giammanco, direttore generale dell'Asp di Catania - in particolare attraverso l'acceso al test rapido. Questo consentirà non solo di evitare la diffusione del virus, ma anche di attivare percorsi di cura idonei per chi lo ha contratto".

Per la realizzazione del progetto è stato costituito un gruppo di lavoro di esperti infettivologi, epidemiologi, ricercatori dell'Università di Catania, medici di medicina generale nonché operatori sanitari, socio educativi e volontari delle aziende ospedaliere che si occupano di Hiv.

Tra gli interventi previsti informazione anche sui social network agli alunni degli istituti superiori della Provincia di Catania e svolgendo interventi nelle stesse scuole. Un corso di formazione specifico sarà attivato per gli operatori e gli ospiti degli Sprar.




Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.