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martedì, 27 giugno 2017

Chiude mostra su Antonello da Messina
"Figuraccia mondiale per Taormina"

La Regione ritira in anticipo i quadri esposti per il G7. Il curatore: "Danno ai visitatori già prenotati". Il M5s: "Schiaffo alla Grande Bellezza"

TAORMINA - E' nato un contenzioso sulla permanenza della mostra su Antonello da Messina spostata appositamente per il G7 a Taormina a Palazzo Corvaja che si appresta ad accogliere un'altra esposizione. Spazi e tempi che si sovrappongono e che hanno dato luogo a polemiche che non è escluso approdino in aule giudiziarie.

Così, annunciano gli organizzatori della mostra, il 'Ritratto d'Ignoto' ritornerà al museo Mandralisca di Cefalù, dove sarà collocata l'Annunciata per circa un mese prima del definitivo rientro al Museo Abatellis di Palermo. E la Tavoletta bifronte sarà riposizionata al Museo Regionale di Messina in attesa dell'apertura totale degli spazi, prevista per il 17 giugno.

Una vicenda che "indigna" Roberto Celli della Beni Culturali, curatore della Mostra Multimediale Unescosites, a Palazzo Corvaja, che si dice "profondamente sdegnato" e parla di "una notizia così incredibile e scalcinata che sembra proprio di essere su 'Scherzi a parte'".

"Il solo paventare un possibile rientro anticipato dei dipinti di Antonello da Messina esposti per soli 10 giorni a palazzo Corvaja di Taormina - osserva - arrecherebbe un danno incredibile a tutti i visitatori già prenotati per una visita alla mostra sino al 30 giugno, una pessima figuraccia mondiale alla Sicilia, un danno alla collettività, una insulsa dissipazione di denaro pubblico e un insulto all'intero mondo della cultura".

Secondo Celli il rientro anticipato comporterebbe "evidenti violazioni contrattuali, un caso di abuso di potere d'ufficio e farebbe prefigurare un conseguente danno erariale". Per tutelarsi l'associazione Beni Culturali ha già "diffidato il Dipartimento Regionale" ed è pronta a "denunciare" la vicenda "portando gli atti alla Procura".

Per i deputati del M5s delle Commissioni Cultura di Camera e Senato si tratta di "un vergognoso black out di burocrazia spicciola che rischia di confermare, nel panorama internazionale, lo stereotipo negativo dell'Italia come un Paese incapace di valorizzare la propria ricchezza di tesori culturali, ambientali e paesaggistici".

"Uno schiaffo alla 'Grande Bellezza' sferrato da malgoverno, approssimazione e, a detta degli organizzatori della mostra di Taormina, di una mancata consegna di 'scartoffie' - continuano i conquestelle -. Il ministro dei Beni Culturali Franceschini chiarisca la vicenda del rientro anticipato dei dipinti di Antonello da Messina in mostra a Taormina, ammirati solo qualche giorno dai leader mondiali del G7, e individui i responsabili di un simile scippo ai visitatori e del conseguente danno d'immagine che ne deriva per la Sicilia e tutta l'Italia".

"Nessuna competenza né possibilità di intervento da parte del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo sul ritiro da Taormina dei quadri di Antonello da Messina esposti per il G7", precisa l'ufficio stampa del Mibact, intervenendo sulle dichiarazioni dei parlamentari del Movimento 5 stelle. "La proprietà delle opere e la responsabilità dell'intero processo di autorizzazione alla loro esposizione nell'ambito della mostra organizzata per il G7 - sottolineano dal Mibact - è della Regione Siciliana: l'articolo 116 della Costituzione italiana riconosce infatti alla Regione Siciliana la piena autonomia e competenza in materia di beni culturali".




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