Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
lunedý, 26 giugno 2017

Pubblicato: 26/05/2017

Domiciliari per Morace

Palermo: l'armatore era finito in carcere per lo scandalo corruzione a Trapani

PALERMO - La Procura di Palermo ha dato parere favorevole alla sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari per Ettore Morace, l' armatore finito in cella, una settimana fa, con l'accusa di corruzione. Morace si è dimesso da tutte le cariche ricoperte nelle società della famiglia proprietaria della Liberty Lines, la più grande società di aliscafi di Europa.

Il sì dei pm - l'indagine è coordinata dal procuratore aggiungo Dino Petralia - deriva dal venir meno dell'esigenza cautelare seguita alle dimissioni dell'indagato. I magistrati hanno espresso parere favorevole anche alla revoca degli arresti domiciliari per Giuseppe Montalto, anche lui accusato di corruzione. Anche per Montalto, che si è dimesso dall'incarico di consulente della Regione, sarebbero venute meno le esigenze cautelari. Entrambi gli indagati hanno fatto richiesta di scarcerazione al gip e ora decidere delle loro istanze.

La posizione del terzo arrestato, il deputato regionale di Ap Girolamo Fazio, è stata trasmessa alla procura di Trapani per competenza. Secondo la Procura, Morace avrebbe corrotto, tra gli altri, Fazio e Montalto in cambio di favori e interventi a suo vantaggio. I due indagati sarebbero stati ricompensati con regali e, Fazio, col finanziamento della campagna elettorale. Nell'indagine sono coinvolti anche l'ex sottosegretario ai Trasporti, la senatrice Simona Vicari, e il governatore siciliano Rosario Crocetta.




Per commentare l'articolo Ŕ necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, Ŕ possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso Ŕ necessaria la verifica, basterÓ cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.