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sabato, 19 agosto 2017

L'antico Egitto insegna anche alla medicina del Duemila

Nuccio Sciacca / 
Il docente di diritto sanitario Francesco Santocono presenta il dramma "Il loto e il papiro"

Quando Ippocrate, il primo medico della Storia, passeggiava con i suoi discepoli nell'isola di Coo parlando dei mali dell'umanità, altro non faceva che trasmettere il sapere degli Egizi che, con i loro papiri, hanno tramandato fino a oggi i primi fondamenti della medicina e chirurgia.

E di medici e di operatori del mondo della sanità ce ne erano tanti al Teatro "Sangiorgi" non solo perché l’autore de "Il loto e il papiro", dramma egizio in tre atti, è Francesco Santocono, docente di Diritto sanitario e componente del Tavolo di coordinamento della sanità etnea istituito dal sindaco Bianco ma soprattutto perché di conoscenza sulla gente che Erodoto chiamò "il popolo dei sanissimi" grazie all'importante sistema sanitario che possedevano e all'esistenza di un medico per ogni infermità (prima segnalazione della specializzazione in campo medico), c’è grande voglia anche al giorno d’oggi.

Santocono ha presentato la sua opera con Zahi Hawass, il più grande egittologo vivente, già ministro delle Antichità nel governo Mubarak e attualmente ambasciatore per i beni culturali egizi nel mondo, ben confortato dall’esperienza critica del professor Fernando Gioviale, ordinario di storia teatrale presso l’ateneo catanese, e dall’impeccabile coordinamento di Chiara Ponzo, docente ed esperta culturale della città etnea.

Hawass non ha risparmiato aggettivi per l’opera di Francesco Santocono, definendola una "novità assoluta nel panorama internazionale, allorché mai prima di oggi era stato scritto un testo di questo genere che avesse come sfondo l’antico Egitto". Per l’archeologo, che ha formalmente invitato l’autore in Egitto, insieme all’attore Tom Cruise, per una contestuale presentazione con il film "La Mummia", "va curata immediatamente la messa in scena del dramma, affinché già nei primi messi del 2018 possa essere proposto per la prima volta proprio ai piedi della Sfinge, scenario storico dalle suggestioni incredibili".

Il teatro Sangiorgi resta totalmente affascinato dai racconti del prof. Hawass, il quale non si risparmia e racconta anche di essere attualmente sulle tracce della tomba di Antonio e Cleopatra, scoperta che potrebbe essere paragonata a quella di Tutankhamon, avvenuta il secolo scorso per mano dell’archeologo inglese Howard Carter.

Dal Prof. Gioviale arriva invece una disamina prevalentemente tecnica, concentrata soprattutto sulla necessità di individuare il lavoro di Santocono nella categoria del dramma storico, attraverso un "linguaggio assai ricercato e paragonabile a quello dei grandi scrittori del diciannovesimo secolo".

Proprio il contesto storico in cui si svolge l’opera è stato subito dopo raccontato dall’egittologa di Latina Stefania Sofra, individuato in quello della diciassettesima dinastia, quando l’esercito di Tebe, guidato dal faraone Sequenenra e dalla regina Ahahotep, si accinge a liberare il nord dell’Egitto, da due secoli ormai dominio incontrastato del popolo invasore Hyksos.

Nella Odissea di Omero, si afferma che l'Egitto è un paese "la cui terra fertile produce tantissimi farmaci", e dove "ogni persona è un medico". E di loro Omero affermava che fossero i migliori. La medicina egizia mantiene in larga misura, una concezione magica della infermità e comincia a sviluppare un interesse pratico per l'anatomia, la salute pubblica e la diagnosi, la qual cosa presuppone un avanzamento importante nel modo di comprendere la genesi delle malattie.

Tra un intervento e l’altro gli spettatori hanno potuto anche apprezzare alcuni brani tratti dall’opera, magistralmente interpretati da Giancarlo Zanetti, da Cosimo Coltraro e da Raniela Ragonese. Per Francesco Santocono si tratta della prima esperienza di questo genere, ma visti i consensi ricevuti durante le presentazioni di questi giorni in giro per l’Italia, è lecito pensare a un lavoro sempre più intenso.

"Siamo stati a Roma, a Benevento e a Napoli – dice l’autore – e abbiamo trovato una partecipazione straordinaria da parte di tutti. Cittadini e istituzioni. Sono intervenuti personaggi incredibili come Alessandro Haber e Roberto Manfridi, ma anche l’ambasciatore egiziano presso la Santa Sede, senza contare peraltro l’attenzione riservataci dall’Ente del turismo egiziano in Italia. Non ci resta quindi che insistere e vedere dove ci conduce questa avventura". 




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