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mercoledý, 24 maggio 2017

Pubblicato: 19/05/2017

Rapine al Nord: stop ai catanesi

Sgominata la banda formata da quattro etnei, un veneziano e un milanese. In 4 colpi un bottino di 300.000 euro

VENEZIA - Una struttura articolata, mossa anche dall'ingordigia di denaro per tenere un livello di vita molto elevato, finalizzata a compiere rapine nel Nordest, dove ognuno aveva un compito: chi di organizzatore, chi di messa a punto degli obiettivi da colpire, chi di basista e chi, infine, di esecutore materiale. E' questo il quadro che emerge dalle indagini compiute dai carabinieri di Venezia, con gli ultimi due arresti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare, su una banda che avrebbe messo a segno quattro colpi, tra settembre e novembre 2015 tra il veneziano, il rodigino e il ferrarese, con un bottino complessivo di quasi 300 mila euro.

Altre rapine erano allo studio nel mantovano, ma i carabinieri hanno fatto 'terra bruciata' attorno ai possibili obiettivi intensificando le presenze visibili mentre raccoglievano elementi per incastrare i componenti del gruppo, quattro catanesi, un veneziano operante a Chioggia e un milanese. Gli ultimi due arresti - Filippo Pazienza e Angelo Maimone, catanesi - riguardano quelli che gli investigatori considerano gli autori materiali delle rapine, che si spostavano dalla Sicilia a Nordest.

Al momento dell'arresto di Maimone, con l'ausilio dei carabinieri di Catania, è stato bloccato anche il fratello per detenzione di un ingente quantitativo di marijuana. Nell'agosto scorso erano scattati altri quattro arresti, per gli ideatori e preparatori dei 'colpi'. Tra questi quattro, un catanese - Francesco Guardo, di 26 anni - è detenuto anche per omicidio. Sono stati sequestrati conti correnti, auto e cassette di sicurezza.




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