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lunedý, 23 ottobre 2017

Pubblicato: 19/05/2017

Estorsioni: 4 arresti a Licata

Coinvolto ex presidente del Consiglio comunale di Favara. Ai dipendenti di una cooperativa venivano accreditate le mensilitÓ, poi dimezzate

AGRIGENTO - I carabinieri della compagnia di Licata (Ag) hanno eseguito 4 ordinanze cautelari firmate dal Gip del tribunale di Agrigento Alfonso Malato su richiesta della Procura.

L'operazione "Stipendi spezzati" ha riguardato alcuni appartenenti della "Cooperativa sociale Suami - Onlus".

Due le persone - dei coniugi di Favara - sottoposti agli arresti domiciliari, mentre due donne sono state sottoposte all'obbligo di dimora ed all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Sono indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni. Complessivamente otto le persone indagate.

L'inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Macaluso, oggi trasferito ad altra sede.

Fra gli arrestati, e posti ai domiciliari, nell'operazione, c'è Salvatore Lupo, 41 anni, ex presidente del consiglio comunale di Favara (Ag).

Ai domiciliari anche la moglie Maria Barba, 35 anni. Obbligo di dimora a Licata (Ag) per Caterina Federico di 34 anni ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Veronica Sutera Sardo, 30 anni, di Agrigento.

Il 18 gennaio del 2016, a Licata, scattò l'operazione "Catene spezzate" - che ipotizzava maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti degli ospiti di una struttura d'accoglienza per disabili.

L'indagine dei carabinieri fece scattare, allora, 5 misure cautelari. Già durante gli interrogatori di garanzia, sentendo alcuni dipendenti emerse un presunto giro di estorsioni sugli stipendi.

I carabinieri di Licata, da allora, hanno effettuato indagini ed accertamenti.

La nuova inchiesta avrebbe fatto emergere che ai dipendenti della "Cooperativa sociale Suami - Onlus" prima venivano accreditati su conto corrente le mensilità dovute e poi, con carte bancomat intestate proprio agli stessi dipendenti, l'amministratore unico della coop, Salvatore Lupo, avrebbe prelevato - secondo l'accusa formalizzata da carabinieri e Procura - la metà degli stipendi.

Stando all'inchiesta, questi prelievi "forzosi" di denaro avrebbero riguardato oltre 20 dipendenti. I carabinieri di Licata hanno contestualmente proceduto al sequestro preventivo di circa 37 mila euro sui conto correnti degli indagati.




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